Un morto, abitazioni evacuate, infrastrutture danneggiate e un conto economico che continua a salire. L’emergenza incendi non concede tregua alla Sicilia neppure all’inizio di settembre. È morto all’alba all’ospedale Civico di Palermo Salvatore Giglia, il 26enne rimasto gravemente ustionato mentre cercava di spegnere le fiamme divampate nei pressi della sua abitazione a Ciminna. E mentre nel Palermitano si piange la prima vittima di questa nuova ondata di roghi, a Taormina le fiamme hanno raggiunto le aree abitate. L’incendio, partito da contrada Sant’Antonio, nei pressi di una casa di riposo, si è propagato nelle contrade Zappulla e Tirone, arrivando a minacciare le abitazioni e costringendo all’evacuazione di alcune case. Le fiamme hanno interessato anche l’area della prima galleria paramassi di via Garipoli, uno dei principali accessi alla città dall’autostrada A18. Sul fronte sono intervenuti vigili del fuoco, Forestale e Protezione civile con il supporto di Canadair ed elicotteri. Danneggiato gravemente anche il serbatoio dell’acquedotto comunale di contrada Tirone.
Il sindaco: ipotesi dolo
Nel pomeriggio il sindaco Cateno De Luca ha annunciato che la situazione era stata riportata sotto controllo, dopo avere parlato nelle ore più difficili di una situazione «veramente tragica». Resta da accertare l’origine del rogo, sulla quale lo stesso sindaco ha avanzato l’ipotesi dolosa. Gli ultimi episodi aggravano un bilancio che era già pesantissimo. Secondo i dati illustrati dal Corpo forestale regionale in commissione Ambiente all’Ars, tra luglio e agosto in Sicilia sono stati registrati 8.113 incendi, una media di circa 135 al giorno. Soltanto tra venerdì e lunedì i Vigili del fuoco hanno effettuato oltre 800 interventi, mentre nel fine settimana la Regione ha contato 198 incendi.A crescere è soprattutto il conto economico. L’ultima ricognizione disponibile, elaborata a metà agosto, portava a circa 629 milioni di euro la prima stima complessiva dell’impatto dei roghi. Una cifra composta da circa 50 milioni per danni a edifici, attività produttive e infrastrutture e per gli interventi di sicurezza; 159 milioni di danni alle aziende agricole; 263 milioni al patrimonio boschivo, alle aree naturali e alla vegetazione; altri 157 milioni necessari per rimboschimento e messa in sicurezza. Alla stessa data erano circa 25 mila gli ettari percorsi dal fuoco.
Calcolo danni ancora provvisorio
Ma quella fotografia si riferisce essenzialmente agli incendi di luglio e della prima parte di agosto. Da allora l’emergenza è proseguita e gli incendi degli ultimi giorni hanno colpito nuovamente aziende, campagne, abitazioni e infrastrutture. Una proiezione prudenziale, considerando l’andamento della seconda metà del mese, porta ormai l’ordine di grandezza del danno complessivo verso quota 700 milioni. Una stima che dovrà però essere verificata dalla Regione: il censimento delle aziende agricole si è chiuso soltanto il 31 agosto e non è stato ancora pubblicato un nuovo dato consolidato. Il governo regionale aveva intanto stanziato a fine luglio i primi 25 milioni, 15 destinati agli interventi di Protezione civile e 10 ai ristori per le imprese agricole.
L’emergenza non riguarda soltanto la Sicilia. In Sardegna si è riacceso l’incendio che tra il 28 e il 29 agosto ha divorato circa 300 ettari tra Arzana ed Elini, in Ogliastra, costringendo nuovamente all’intervento di un elicottero della Forestale. Un altro fronte si è aperto nelle campagne di Giave, nel Sassarese, in località Nuraghe S’Ammuradu, accanto a un campo fotovoltaico. Anche in questo caso si tratta di una riaccensione sul perimetro già interessato dagli incendi del 27 e del 31 agosto e il Corpo forestale regionale è intervenuto con un elicottero decollato dalla base di Anela.
