Storie Web giovedì, Maggio 23
Notiziario

E’ di due morti e 130 persone arrestate il bilancio della rivolta violenta scoppiata a Nouméa, in Nuova Caledonia, contro la riforma costituzionale voluta da Parigi. Nell’arcipelago territorio francese nell’Oceano Pacifico è stato imposto il coprifuoco, dopo che nella notte numerose case, strutture pubbliche e aziende sono state date alle fiamme e sono state saccheggiate dai rivoltosi. Alcuni cittadini hanno invece formato delle milizie volontarie per proteggere le strade dai violenti. ’’La situazione non è grave, è gravissima’’, ha dichiarato l’Alto Commissario della Repubblica, Louis Le France, nel corso di una conferenza stampa. ’’Se non verrà rispettato l’appello alla calma ci saranno molti morti oggi nell’area metropolitana di Nouméa. Siamo entrati in una spirale pericolosa, mortale’’, ha aggiunto. ’’se necessario, farò appello alle forze militari chiedendo assistenza’’, ha affermato.

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha convocato stamattina una riunione di crisi dopo la nuova notte di violenze in Nuova Caledonia. Il capo dello Stato ha annullato una visita nella Seine-Maritime, regione occidentale della Francia, dove avrebbe dovuto inaugurare un parco eolico in mare e presiederà in mattinata un Consiglio di difesa e sicurezza nazionale, con un numero ristretto di ministri. Nell’arcipelago del sud Pacifico la situazione diventa più tesa di ora in ora dopo l’inizio degli scontri seguiti alla riforma costituzionale votata dall’Assemblée Nationale ma respinta dagli indipendentisti. La prima vittima degli scontri, i più gravi dagli anni Ottanta, è morta per colpi di arma da fuoco sparati da altri manifestanti, secondo la polizia. Una seconda vittima, questa notte, è morta in circostanze non precisate durante i disordini, ancora più violenti di ieri nonostante il coprifuoco. Centinaia di feriti, sparatorie, saccheggi e incendi si segnalano in tutto l’arcipelago, in preda a una situazione di tipo “insurrezionale” dicono le autorità locali.

L’Assemblée Nationale ha votato la notte scorsa con 351 voti contro 153 il testo di legge che allarga il corpo elettorale. La riforma costituzionale dovrà però essere ancora approvata dai 3 quinti delle camere riunite in “Congresso” a Versailles. Macron ha precisato che il Congresso si riunirà “entro la fine di giugno” a meno che indipendentisti e lealisti non si mettano d’accordo entro quella data per un testo di legge più consensuale. Il testo votato da senatori e deputati punta ad allargare il corpo elettorale alle elezioni provinciali, le più sentite nell’arcipelago. Gli indipendentisti ritengono che questo allargamento possa ridurre il peso elettorale degli autoctoni ed emarginare ancora di più il “popolo kanako”.

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