Storie Web domenica, Ottobre 11

Comunque vada sarà un insuccesso. Per famiglie e imprese, qualsiasi sia l’esito della partita tra Banca Intesa ed Mps, non sarà una buona notizia. L’ultimo atto del processo di concentrazione bancaria in corso sembra volgere ormai al termine e le attenzioni sono già rivolte alla prossima mossa che qualche altro istituto muoverà nello scacchiere del sistema finanziario italiano.

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Ma meno banche si traduce in meno credito e meno scelta per i clienti che pagheranno il conto di un mercato sempre più concentrato, con forze in campo sempre più impari. Negli ultimi 10 anni, per non andare troppo lontano nel tempo, il numero di banche che operano in Italia è sceso da 640 di inizio 2016 a 414 di inizio 2026 (-35%) e il numero di sportelli lungo la Penisola è sceso da 30.258 a 19.140 (-37%).

Nel medesimo arco temporale il credito alle imprese ha registrato una vertiginosa contrazione del 38 per cento. Siamo passati dagli oltre 1.000 miliardi di prestiti a società non finanziarie, in termini reali, ai 617,6 miliardi di euro di fine agosto scorso. Segno evidente della ritirata in atto del mondo creditizio dall’economia reale. Un dato che sarebbe ancora più eclatante se non ci fosse stato l’intervento pubblico del Fondo di Garanzia per le Pmi che ha reso possibile l’accesso al credito per molte realtà imprenditoriali che altrimenti avrebbero subìto una più severa stretta creditizia.

Il modello di business delle banche ha subìto ormai una mutazione strutturale, spostando i ricavi dal margine di intermediazione tradizionale ai costi sui servizi e sul risparmio gestito, in particolare verso il collocamento di prodotti finanziari e assicurativi, che con le commissioni che gravano sulle famiglie oggi arrivano a coprire circa la metà dei ricavi complessivi del settore.

E non è casuale che il risiko bancario porti a ridurre la concorrenza nel comparto bancario, anche attraverso le maggiori interconnessioni con i settori limitrofi. Attraverso l’Opas su Mps, Intesa Sanpaolo andrà a rilevare indirettamente anche il peso e le partecipazioni dell’istituto senese, incluse quella di Mediobanca e a cascata quella più ambita di Assicurazioni Generali.

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