Secondo il documento del Civ dell’Inps nel 2024 le domande presentate tramite Patronati rappresentavano l’85,3% del totale e nel 2025 sono l’80%. La flessione viene collegata ai cambiamenti introdotti dal d.lgs. n. 62/2024 nelle province sperimentali, dove i Patronati sono stati estromessi dalla fase iniziale della richiesta di accertamento sanitario, ma sono comunque riconosciuti dall’INPS per il ruolo nell’espletamento dell’attività amministrativa necessaria per l’erogazione delle prestazioni (88.35% dei dati socioeconomici sono trasmessi tramite un patronato – dato Inps marzo 2026).
«La riduzione del ruolo dei Patronati – spiega Cigna – può quindi avere prodotto un effetto di freno proprio sulle domande previdenziali di invalidità e inabilità, perché queste prestazioni richiedono una valutazione più complessa rispetto alla sola domanda di invalidità civile».
Le prestazioni previdenziali liquidate: l’effetto delle nuove procedure
Nel 2024 le prestazioni previdenziali di invalidità/inabilità vigenti sono state 841.275, in riduzione rispetto alle 863.241 del 2023. Il dato comprende Fondo pensioni lavoratori dipendenti, dipendenti pubblici, lavoratori autonomi, parasubordinati e altre gestioni. Il totale delle pensioni IVS di invalidità/inabilità liquidate passa da 65.360 nel 2023 a 73.042 nel 2024. Il documento segnala quindi che, a livello generale, le liquidazioni previdenziali di questi trattamenti pensionistici aumentano nel biennio considerato anche in virtù del fatto che negli ultimi anni il requisito per accedere ad un trattamento pensionistico anticipato è stato progressivamente elevato.
Nelle nove province interessate dalla prima fase di sperimentazione, tra il 2024 e il 2025, emerge un forte calo: le domande accolte passano da 7.786 a 6.846, con una diminuzione del 12,1%; le respinte scendono da 11.255 a 9.444 (-16,1%); le pratiche definite passano da 20.867 a 18.185 (-12,9%); mentre le domande pervenute diminuiscono da 20.578 a 17.881, con una flessione del 13,1%,
Nelle province non coinvolte nella sperimentazione, invece, le variazioni risultano decisamente più contenute: le accolte diminuiscono del 2,8%, le respinte del 5,5% e le definite dell’1,9%, mentre le domande pervenute registrano un incremento dell’1%. Anche il dato nazionale conferma questa tendenza, mostrando riduzioni molto inferiori rispetto a quelle registrate nelle province sperimentali: le accolte diminuiscono del 3,8%, le respinte del 6,6%, le definite del 3% e le pervenute dello 0,5%.









