Le proteste degli autotrasportatori e i blocchi stradali in atto da giorni nella principale regione cerealicola italiana stanno mettendo a rischio la continuità produttiva della filiera del grano, uno dei fiori all’occhiello dell’agroalimentare Made in Italy che serve le industrie dolciarie, della panificazione – di cui oggi si celebra la giornata mondiale – e soprattutto della pasta che continua a macinare nuovi record nell’export.
Il presidente di Italmopa, l’associazione che rappresenta l’industria molitoria nazionale che acquista il grano per trasformarlo in farine e semole e rifornire industrie dolciarie e pastifici, Vincenzo Martinelli, nei giorni scorsi ha scritto al prefetto di Foggia, Antonio Giannelli, e al ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, «per segnalare la situazione di assoluta emergenza derivante dal blocco spontaneo e non autorizzato dei mezzi pesanti attualmente in corso sul territorio pugliese».
Da domenica scorsa, denuncia l’associazione dei mugnai, i blocchi stradali che interessano le principali arterie stradali e autostradali della Puglia stanno paralizzando la circolazione delle merci, impedendo il regolare passaggio dei mezzi pesanti che trasportano frumento verso i molini e farine e semole verso le industrie utilizzatrici. La protesta degli autotrasportatori riguarda i costi sempre più alti dei carburanti (si veda articolo accanto) e si svolge nonostante l’adeguamento del prezzo del trasporto per assorbire l’aumento del gasolio (il cosiddetto fuel surcharge) garantito dalla maggior parte delle aziende molitorie.
Molini e pastifici, ma non solo, sono fermi da giorni o sono in prossimità di esaurire le scorte. «Il rischio di non trovare pasta, pane e dolci sugli scaffali nei prossimi giorni – dice Martinelli – è concreto. Le forniture alla grande distribuzione rischiano di fermarsi in tutta la regione». Per questo gli industriali chiedono l’intervento immediato del governo per sbloccare la circolazione. Per avere un’idea del potenziale impatto sulla filiera grano-pasta, basti pensare che gran parte della macinazione del grano duro per le forniture di semole alla base della produzione di pasta è concentrata in Puglia, che è la principale regione produttrice di frumento duro con circa un quarto del totale nazionale.
«La continuità dei cicli produttivi dei molini dipende strettamente dalla regolarità degli approvvigionamenti di frumento e dalla tempestiva consegna degli sfarinati ottenuti dalla sua trasformazione a pastifici, panifici e industria dolciaria e dei prodotti da forno – spiega il presidente di Italmopa –. Il perdurare della situazione espone un numero crescente di impianti a un concreto rischio di fermo produttivo, peraltro già verificatosi per alcune realtà, con inevitabili ripercussioni a valle, sui comparti della trasformazione, artigianale o industriale». La Puglia è la principale regione italiana per produzione di frumento duro e per capacità di trasformazione molitoria. I molini pugliesi riforniscono di semola una parte significativa dell’industria pastaria nazionale: un blocco prolungato nella regione non potrebbe più essere considerato un problema locale.












