È sempre più difficile tenere la politica fuori dall’Eurovision Song Contest, il festival della canzone europea, che sabato 16 maggio ha visto vincere per la prima volta la Bulgaria. Alle polemiche per la partecipazione di Israele ora si sono aggiunte anche le proteste in Moldavia, dove migliaia di cittadini hanno accusato la loro giuria nazionale di aver deliberatamente boicottato le canzoni di due Paesi «amici» come la Romania e l’Ucraina. I post sui social sono diventati una valanga, e la valanga ha travolto il direttore della tv di Stato Teleradio-Moldova, Vlad Turcanu, che si è affrettato a dare le dimissioni assumendosi tutta la responsabilità dell’accaduto.
Alle ultime elezioni la Moldavia ha eletto un governo filo-europeo, ha avanzato la propria candidatura per entrare nell’Unione europea e ha condannato fin da subito l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, schierandosi dalla parte di Kiev. Il Paese condivide inoltre forti legami linguistici e culturali con la Romania: molti abitanti della Moldavia hanno anche il passaporto rumeno, le relazioni tra i due Paesi confinanti sono stabili e i relativi abitanti si considerano in relazioni di amicizia. Per questo a molti spettatori dell’Eurovision Song Contest non è andato giù che la giuria moldava, selezionata dall’emittente pubblica, abbia assegnato il massimo punteggio di 12 punti al brano della Polonia, 10 punti a Israele, solo 3 punti alla Romania e nemmeno uno all’Ucraina. Una stortura ancora più evidente se si considera invece che il voto online del pubblico moldavo era andato massicciamente alla cantante rumena, che si è classificata al primo posto tra i telespettatori.
A questo punto, la questione musicale è diventata una questione politica. Prima molte centinaia di fan hanno utilizzato i social media per denunciare il voto espresso dalla giuria moldava. Quindi su Facebook è intervenuto l’ex ministro della Difesa della Moldavia, Anatol Salaru: «L’unica cosa che conta sono i voti della gente comune – ha scritto – questo è stato un voto tra fratelli. Il resto sono dettagli irrilevanti». Anche il rappresentante moldavo al concorso, Satoshi, ha rincarato la dose, dichiarando che il forte sostegno popolare alla Romania «riflette la reale opinione della nostra società». Così alla tv di Stato non è rimasto che prenderne atto e trarne le dovute conseguenze.