Il Parlamento europeo dà il via libera finale a nuove misure per tutelare l’industria siderurgica dell’Ue dalla sovrapproduzione globale, riducendo le quote di importazione e aumentando i dazi doganali sull’import di acciaio nell’Unione. E’ quanto chiede l’Eurocamera, che in plenaria a Strasburgo ha approvato il testo che porta la firma dell’eurodeputata svedese dei Liberali Karin Karlsbro, incassando 606 voti a favore, 16 contrari e 39 astenuti. Il nuovo regolamento dovrà ora essere formalmente approvato dal Consiglio europeo ed entrerà in vigore il 1º luglio 2026.
Le nuove norme introducono quote di importazione più basse limitando a 18,3 milioni di tonnellate annue i volumi di importazione esenti da dazi, con una riduzione del 47% rispetto alle quote del 2024. Si applicherà, inoltre, un dazio doganale del 50% (raddoppiato rispetto all’attuale 25%) alle importazioni che superano la nuova quota stabilita.
Il regolamento si concentra inoltre su una maggiora tracciabilità dell’acciaio che arriva all’interno dell’Unione, «per limitare l’elusione delle misure da parte di aziende non Ue attraverso trasformazioni minime del prodotto effettuate in paesi terzi».
Le nuove norme introducono infine il ’principio di fusione e colata’, secondo cui l’origine dell’acciaio è determinata dal luogo in cui esso viene inizialmente fuso e colato: la Commissione europea dovrà quindi prendere in considerazione l’origine dell’acciaio nel momento in cui le quote di importazione vengono assegnate.
