Storie Web martedì, Ottobre 27

L’obiettivo è riportare «a casa» chi ha lasciato la Sardegna per studio o lavoro, grazie a una dotazione che vale complessivamente 50 milioni di euro. In cambio, un contributo di 20mila euro per chi ha meno di 40 anni e sceglie di trasferire la propria residenza nell’isola per lavorare o fare impresa. Una cifra che sale a 30mila euro per chi decide di stabilirsi in un comune con meno di 5mila abitanti.

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La misura della Regione

È l’ultima misura adottata dalla Regione per contrastare il fenomeno dello spopolamento che colpisce i piccoli centri della regione. In particolare quelli situati nella Sardegna centrale dove, ancora, si devono fare i conti con i servizi che non sempre arrivano, una su tutte la rete ad alta velocità, e il sistema dei trasporti. L’attenzione, come sottolineano dall’esecutivo, è tutta per i piccoli comuni che, ogni anno, devono fare i conti con un numero sempre crescente di giovani con la valigia.

La presidente Todde

«Il ritorno dei giovani in Sardegna attraversa un passaggio decisivo. Abbiamo stabilito in Giunta chi potrà accedere agli incentivi, con quali requisiti e a quali condizioni – dice la presidente della Regione Alessandra Todde -. La misura è rivolta ai giovani di età inferiore ai 40 anni che lavorano o svolgono attività d’impresa in Sardegna e che si impegnano a trasferire la propria residenza nell’Isola entro sei mesi dall’ammissione al beneficio».

Chi potrà accedere alla misura

Potranno accedere agli incentivi anche coloro che hanno già trasferito la residenza in Sardegna nel corso del 2026. In entrambi i casi sarà necessario mantenerla per almeno cinque anni.

Tra i criteri prioritari individuati dalla Giunta figurano il rientro dei giovani sardi, i progetti di lavoro e di impresa, il trasferimento delle famiglie e la scelta dei comuni con meno di 5mila abitanti.

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