Storie Web mercoledì, Agosto 12

Prende forma la mossa del governo per agevolare i rimpatri dei migranti irregolari. È stato infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 10 agosto il decreto del ministero dell’Interno del 21 luglio 2026, che integra e ridefinisce il perimetro geografico delle zone di frontiera e di transito sul territorio nazionale. Le province in cui sono stati individuati i nuovi centri per l’espletamento delle procedure accelerate di frontiera sono 25. Tra queste troviamo quelle di Bologna, Genova, Milano e Venezia e, per quanto riguarda il Sud, Benevento, Reggio Calabria e Vibo Valentia.

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Il provvedimento integra le zone di frontiera che, nell’ambito delle politiche migratorie contemporanee, non sono semplici linee di passaggio, ma veri e propri spazi strategici di gestione, filtro e contenimento dei flussi migratori.

Il decreto integra inoltre le commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale, istituendo ulteriori sezioni e definendone gli ambiti di competenza.

Estesa la mappa delle zone di frontiera

La mappa delle zone di frontiera si espande per includere specifici snodi strategici marittimi, aerei e terrestri. In queste aree individuate, le autorità pubbliche e le forze di polizia potranno applicare in modo diretto la disciplina amministrativa e le procedure operative di frontiera.

Iter veloci per la valutazione delle domande di protezione internazionale

L’inclusione formale di una località tra le zone di frontiera o di transito comporta importanti conseguenze sul piano procedurale. In particolare, nei punti individuati si applicano gli iter veloci per l’esame e la valutazione delle domande di protezione internazionale (fino all’eventuale rimpatrio o respingimento). Non solo: chi fa ingresso o viene condotto in queste aree delimitate è considerato formalmente non ancora entrato nel territorio nazionale per tutta la durata delle verifiche iniziali e dello screening.

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