La più grande raffineria italiana cambia ancora prospettiva industriale e si prepara a tornare sotto una guida italiana. Ludoil Capital, società interamente controllata dalla holding Ludoil Energy, ha sottoscritto con Goi Energy un accordo di compravendita per acquisire la partecipazione detenuta da quest’ultima in Isab, la società proprietaria della raffineria di Priolo Gargallo e delle infrastrutture industriali, logistiche ed energetiche collegate al sito siracusano. L’operazione è costruita in due fasi: la prima riguarda il 51% delle quote e dovrà passare dal vaglio del Governo attraverso la procedura Golden Power, oltre che dalle autorizzazioni Antitrust e regolatorie.
Non è un semplice cambio di azionista. Isab è uno degli asset più sensibili del sistema energetico italiano con due raffinerie a Priolo Gargallo, nel cuore dell’area industriale aretusea e ha una capacità autorizzata di 20 milioni di tonnellate annue e una capacità bilanciata di 15 milioni. È la raffineria più grande del Paese e un’infrastruttura strategica per la sicurezza degli approvvigionamenti. Un impianto da circa 320 mila barili al giorno, pari a circa un quinto della capacità di raffinazione italiana.
Per Ludoil il passaggio è decisivo. Il gruppo fa capo alla famiglia Ammaturo, imprenditoria campana cresciuta nella distribuzione e nella logistica petrolifera. Le origini vengono fatte risalire al 1954, quando Donato Ammaturo, nonno dell’attuale presidente omonimo, avviò una realtà familiare nella distribuzione di carburanti nel Centro-Sud, partendo da un deposito di stoccaggio a Nola ancora operativo. Nel 1998 l’attuale Donato Ammaturo, seguendo le orme familiari, fondò Ludoil S.r.l. e avviò la crescita attraverso acquisizioni e sviluppo della rete proprietaria. Con Isab il gruppo entra direttamente nel processing di greggio e prova a integrare raffinazione, approvvigionamento, downstream, bioenergie e rinnovabili. Ludoil stima che il nuovo perimetro possa generare ricavi consolidati superiori a 10 miliardi di euro l’anno, proiettando la società nel ruolo di principale multi-energy company privata italiana.
Dal dossier russo alla gestione Goi
La raffineria di Priolo arriva a questa nuova operazione dopo una fase molto delicata. Fino al 2023 era legata all’orbita russa di Lukoil, attraverso Litasco. La guerra in Ucraina, le sanzioni e l’embargo europeo sul petrolio russo avevano trasformato il sito siracusano in un caso nazionale: un’infrastruttura strategica per l’Italia, ma con un azionista diventato politicamente e finanziariamente problematico. Nel maggio 2023 l’acquisizione da parte di Goi Energy ha chiuso quella fase. Goi si presentava come il ramo energetico di Argus, fondo di private equity e asset management con base a Cipro, regolato dalla Cyprus Securities and Exchange Commission. Nel comunicato diffuso al momento dell’accordo con Litasco, la società indicava Michael Bobrov come amministratore delegato e spiegava che l’operazione avrebbe dovuto aprire una nuova fase per Priolo, anche grazie agli accordi commerciali con Trafigura per l’approvvigionamento delle materie prime e il ritiro dei prodotti raffinati. Il passaggio a Ludoil non arriva su un terreno neutro. Nel febbraio 2026 Isab ha comunicato di avere concluso con successo una procedura di composizione negoziata della crisi, avviata per gestire tensioni finanziarie e ridefinire l’assetto industriale del sito.
Il prezzo resta riservato
Il valore dell’operazione Ludoil-Goi non è stato comunicato. È il punto ancora più sensibile dal punto di vista finanziario. Il comunicato ufficiale indica l’impatto industriale del nuovo perimetro, con ricavi consolidati attesi oltre 10 miliardi di euro annui, ma non fornisce il prezzo della compravendita. Non c’è al momento una cifra ufficiale utilizzabile come valore certo dell’operazione Ludoil-Goi. La valutazione reale può dipendere da debito, capitale circolante, scorte, contratti commerciali, contenziosi, piani di investimento, garanzie ambientali e impegni occupazionali. La sola certezza è che il dossier riguarda un asset sistemico: per dimensione industriale, peso occupazionale e centralità nella filiera energetica italiana.










