Storie Web giovedì, Agosto 27

Elly Schlein non arretra sulle primarie. Mentre nel Pd cresce chi teme che un corpo a corpo diretto con Giuseppe Conte lasci «più macerie che voti», dal Nazareno la linea resta netta: «O si fanno le primarie o va avanti chi prende più voti».

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Anche negli ambienti vicini a Romano Prodi si starebbe lavorando per un passo indietro di entrambi i leader, ma la posizione della segreteria dem non cambia. Sul fronte opposto, il M5s esclude comunque che la leadership possa andare in automatico al partito con un voto in più, e nel cerchio di Conte la linea sulle primarie resta altrettanto granitica.

Le altre proposte

Le proposte per aggirare lo scontro diretto non mancano, ma restano deboli. Roberto Speranza ha suggerito di puntare su una figura simbolica, «un neo diciottenne o un anziano partigiano», raccogliendo più ironie che consensi; dietro la battuta si muove il “correntone” legato a Dario Franceschini e Andrea Orlando. Di segno opposto Lia Quartapelle, che difende i gazebo e definisce “dannosissima” l’idea di evitarli, rilanciando la formula del doppio turno.

Il programma

È soprattutto Stefano Bonaccini a spostare l’attenzione sul metodo, indicando la strada che porterà a settembre: prima va scritto il programma, poi eventualmente si andrà ai gazebo, «o, come in tutte le democrazie del mondo, il primo partito esprime la leadership».

Un passaggio che, secondo l’ex governatore, è urgente perché «se non uniamo le forze, Meloni può andare in vacanza e dopo le elezioni tornare a Palazzo Chigi». Sui nomi terzi circolano comunque ipotesi come Giorgio Gori, Nicola Zingaretti, Silvia Salis, Gaetano Manfredi, Antonio Decaro e Pier Luigi Bersani, ma nessuno chiude la partita.

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