La ricostruzione del calcio italiano si preannuncia complessa e tutt’altro che immediata. Davanti al Consiglio del Coni, il neoeletto presidente della Figc Giovanni Malagò non ha nascosto la sorpresa per le numerose problematiche emerse nelle ultime ore, delineando però una precisa tabella di marcia per la definizione della nuova squadra tecnica: la precedenza assoluta verrà data alla nomina del Direttore Tecnico, figura chiave a cui seguirà, solo in un secondo momento, la scelta del nuovo Commissario Tecnico della Nazionale azzurra.

Il nome caldissimo per la poltrona di DT è quello di Paolo Maldini, che ha appena festeggiato il suo 58° compleanno incassando persino gli auguri di Gianni Infantino, il quale aveva già ironizzato su una sua possibile leadership. L’incontro tra Malagò e l’ex capitano azzurro potrebbe andare in scena a Milano all’inizio della prossima settimana. 

Paolo Maldini, lui in pole position per il ruolo di Direttore Tecnico della Federcalcio (gettyimages)

 Antonio Conte Roberto Mancini, Stefano Pioli, Claudio Ranieri. Si fanno i loro nomi come possibili commissari tecnici

Antonio Conte Roberto Mancini, Stefano Pioli, Claudio Ranieri. Si fanno i loro nomi come possibili commissari tecnici (ANSA)

Più intricato il nodo panchina, strettamente legato a ragioni economiche: il numero uno del calcio italiano è immerso da ore nell’analisi dei bilanci federali e si trova al momento diviso tra le opzioni di alto profilo che portano ad Antonio Conte e Roberto Mancini, senza escludere possibili “carte coperte” alternative come Stefano Pioli o Claudio Ranieri.

Il prossimo scoglio formale è fissato per il primo consiglio della Federcalcio il 1° luglio, ma le grandi manovre si intrecciano anche con la politica. Se da un lato il ministro per lo Sport Andrea Abodi ha concesso due mesi di tempo alla Figc per esprimere i primi orientamenti sulle priorità, promettendo poi il sostegno del Governo, dall’altro non sono mancate le punzecchiature interne. 

Gianni Petrucci ha infatti lanciato una frecciata polemica sull’opportunità di fare le riforme del calcio d’intesa con l’esecutivo, trovando la pronta replica di Malagò, che ha ricondotto il dialogo con lo Stato alla sola richiesta di provvedimenti legislativi strategici e comuni anche ad altri sport.

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