Scattano in quasi tutta Italia i saldi estivi, un appuntamento che quest’anno muoverà un giro d’affari complessivo stimato in 3,2 miliardi di euro. Gli sconti dureranno, a seconda delle singole regioni, tra 45 e 60 giorni. L’evento si conferma cruciale per i negozi di abbigliamento, arrivando a incidere tra il 25% e il 30% del loro fatturato annuo, pur dovendo fare i conti con un mercato digitale in forte espansione, che lo scorso anno ha visto gli acquisti online crescere del 6% raggiungendo i 40,1 miliardi di euro.
Sul fronte dei consumi, le stime di Confcommercio indicano una spesa media per famiglia pari a 201 euro (circa 91 euro pro capite). Più ottimiste le rilevazioni Ipsos per Confesercenti, secondo cui sette italiani su dieci sono pronti ad acquistare, con una previsione di spesa pro capite che oscilla dai 247 euro del Nord-Ovest ai 181 euro del Sud, e una spesa media per gli uomini (225 euro) superiore a quella delle donne (196 euro).
Il confronto con lo scorso anno evidenzia tuttavia una riduzione della capacità di spesa dovuta a inflazione e carovita. Il 28% degli intervistati ha infatti ridotto il proprio budget rispetto alla precedente stagione estiva – con punte del 32% nel Nord-Est e nel Mezzogiorno – mentre solo il 18% ha programmato una spesa maggiore e il 54% ha mantenuto invariato lo stanziamento. A pesare sulle performance del settore e’ anche la tempistica dei saldi, la cui efficacia stagionale risulta in parte indebolita dalla proliferazione di campagne promozionali e presaldi distribuiti lungo tutto l’arco dell’anno.
Federconsumatori: -3,2% famiglie che approfitteranno di sconti
Nel 2026 i saldi, come le vacanze, non saranno alla portata di tutti. Con le bollette dell’energia che continuano a crescere e i prezzi su livelli ancora elevati, molte famiglie sono costrette a tagliare i propri consumi, specialmente quelli non strettamente necessari.
Anche le famiglie a reddito medio, non solo quelle a basso reddito, sceglieranno dunque la prudenza negli acquisti: pochi extra, e solo quelli rimandati apposta in vista degli sconti. Questo comportamento, unito al volume di acquisti effettuato da parte dei turisti in vista nel nostro Paese (che puntano soprattutto a marchi di eccellenza), manterrà piuttosto stabile il termometro dei saldi.
Secondo le prime stime dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, ha effettuato la consueta indagine sull’andamento degli acquisti a saldo nelle città di Roma, Milano e Napoli: dalle prime stime emerge che il 36,6% delle famiglie (-3,2% rispetto allo scorso anno) è propenso ad acquistare a saldo, con una spesa media di 149,9 euro a famiglia (+1,3% rispetto al 2025). A frenare l’andamento delle vendite contribuisce anche il fatto che i saldi non sono più attesi come un tempo: online e no, le promozioni, con formule più o meno fantasiose, sono sempre più diffuse.
Oltre il 15% di chi è propenso ad acquistare a saldo dichiara che ha già effettuato qualche acquisto durante i pre-saldi, o vendite private, (non sempre legali, ma sempre più diffuse).










