Storie Web sabato, Ottobre 24

Trentadue chef di fama internazionale hanno ricevuto il Premio Luxury Food per «l’alto contributo offerto all’evoluzione della cultura enogastronomica contemporanea e all’affermazione di una nuova concezione del lusso, fondata su identità, cultura, creatività, etica, sostenibilità e valorizzazione dei territori». Tra le motivazioni del riconoscimento, anche la «capacità di custodire e rinnovare saperi e tradizioni, generare valore attraverso il proprio lavoro, lasciando una testimonianza significativa per le generazioni future».

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Alla sua prima edizione, il Premio – consegnato a Roma il 22 ottobre presso la Sala Zuccari del Senato della Repubblica – nasce da un’iniziativa di Annalisa Cavaleri (giornalista e docente universitaria che collabora anche con la nostra testata Food24) con il supporto del vicepresidente del Senato e Senatore Gian Marco Centinaio e il patrocinio dal Senato della Repubblica e del ministero del Made in Italy. Nel comitato scientifico fanno parte Sebastiano Grandi, docente di marketing dell’Università Cattolica, Alberto Mattiacci dell’Università La Sapienza di Roma, Matteo Pauri, vicepresidente Fondazione Barilla.

 

«Siamo abituati a pensare il lusso come un concetto negativo, come sinonimo di eccesso, spreco e consumo ostentativo – ha detto Annalisa Cavaleri -. Invece questi chef, con il loro percorso, dimostrano che sono gli ingredienti semplici a diventare fonte di ricchezza. Nei loro piatti una cipolla, una carota o una foglia di broccolo non sono umili, ma diventano eccezionali con la creatività. Questo concetto di “Nuovo Lusso Made in Italy” deve diventare un’eredità culturale positiva per i nostri giovani». Un cambio di paradigma che vede il “vero lusso” come valorizzazione dei territori, del lavoro umano, della creatività e delle tradizioni italiane, nel solco del libro “Luxury Food. Le parole chiave per strategie vincenti nell’enogastronomia di lusso” dalla stessa Cavaleri pubblicato due anni fa.

«La Cucina Italiana è stata riconosciuta Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’Unesco grazie alla qualità dei suoi ingredienti, al legame con i territori, alla connessione tra processi produttivi e tutela dell’ambiente e della biodiversità, al sistema di valori che porta con sé – ha affermato il vicepresidente del Senato e Senatore Gian Marco Centinaio -. Troppo spesso dimentichiamo queste virtù, che appartengono alla nostra identità culturale, e devono essere altri a ricordarcele, a cominciare dai tanti visitatori che arrivano nel nostro Paese anche, a volte, soprattutto, per le nostre prelibatezze. Per questo ho deciso di sostenere il progetto della dottoressa Annalisa Cavaleri e di ospitare in Senato la prima edizione di questo Premio, riservato a chi ci ricorda ogni giorno, con l’eccellenza del proprio lavoro, che cosa rappresenta il lusso nel settore enogastronomico italiano».

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