Il fenomeno El Niño sta per tornare e con sé, in alcune zone del mondo, eventi meteorologici estremi, dalle ondate di calore alle alluvioni. La sua influenza comunque sarà globale, con un aumento delle temperature diffuso e che potrebbe durare anche fino all’inverno.
Cosa è El Niño
El Niño è un fenomeno climatico che si sviluppa nell’Oceano Pacifico tropicale. A spiegarlo è Antonello Pasini, fisico climatologo del Cnr e direttore scientifico dell’Osservatorio meteorologico Milano Duomo.
Si tratta di un evento ciclico, che si alterna con una fase fredda (La Niña) e che avviene ogni 2 o 7 anni. L’ultima volta, infatti, si è registrato tra il 2023 e il 2024, anni in cui sono state raggiunte temperature record, sopra la soglia critica di 1,5 gradi (individuata con l’Accordo di Parigi) rispetto ai livelli pre-industriali.
Ma come funziona? Le temperature superficiali del mare subiscono un aumento di almeno 0,5 °C per oltre 5 mesi, provocando reazioni meteorologiche diverse in tutto il mondo.
Ondate di calore e alluvioni
In Australia, ad esempio, le conseguenze sono «dirette». Significa ondate di calore e siccità. Stesso discorso per il Sud America, in Paesi come il Perù, dove arriveranno «alluvioni e piogge intense». In questo senso, effetti diretti in Europa saranno più difficili da vedere. Quel che certamente arriverà è un aumento delle temperature.










