Storie Web martedì, Ottobre 27

Sì alla flessibilità per gli Stati membri ma solo «nell’ambito di un quadro coerente e comune di regole Ue, con l’obiettivo di semplificare l’attuazione e rendere la politica agricola più rispondente alle realtà sul territorio». Aspettando certezze sui futuri finanziamenti che dovranno però arrivare da altri tavoli, i ministri agricoli Ue hanno raggiunto nella tarda serata di ieri in occasione del Consiglio riunito a Lussemburgo un accordo sulla posizione negoziale sulla riforma della Politica agricola comune post 2027. 

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L’intesa rappresenta la base per la trattativa finale con Commissione ed Europarlamento sui testi presentati dall’esecutivo comunitario oltre un anno fa (il 16 luglio 2025), e sposa gran parte dei contenuti delle proposte chiedendo però, come nel passaggio chiave citato, più garanzie sul mantenimento del carattere comune della Pac.

Sugli aspetti decisivi però, come a esempio la definizione di “agricoltore attivo” al quale riservare i 300 miliardi di aiuti diretti stanziati dalle proposte sul prossimo bilancio pluriennale 2028-34 dell’Unione che il Consiglio vorrebbe rendere obbligatoria per evitare la dispersione dei finanziamenti «e garantire un sostegno più mirato», l’accordo demanda ai singoli Stati la definizione di chi siano i “veri” agricoltori. Su altre questioni fondamentali, come nel caso della degressività dei pagamenti o il capping, il tetto ai premi per le aziende più grandi in ottica redistributiva, si deciderà in un momento successivo, nell’ambito del negoziato parallelo tra ministri finanziari sul quadro finanziario pluriennale 2028-34.

L’accordo raggiunto contiene comunque indicazioni importanti e rappresenta un segnale di attenzione in un momento critico per l’agricoltura europea. I ministri chiedono più attenzione nei piani nazionali al ricambio generazionale e al sostegno per l’insediamento di nuovi giovani, semplificazione dei vincoli ambientali che fino a oggi non hanno funzionato, rafforzamento dei servizi nelle aree rurali e degli strumenti di gestione del rischio. Particolarmente importanti per l’Italia, come sottolineato anche dal ministro Lollobrigida al termine del Consiglio, la richiesta di contenimento degli oneri amministrativi e il nuovo meccanismo per assicurare continuità al fondo di mutualizzazione nazionale a carattere catastrofale.

«Abbiamo lavorato per salvaguardare la specificità della Pac, garantire un adeguato sostegno al reddito, assicurare maggiore flessibilità agli Stati membri e contenere gli oneri amministrativi – ha sottolineato il ministro -. Tra le principali modifiche introdotte ci sono la possibilità di differenziare il sostegno al reddito anche in favore di altre categorie di agricoltori, di specifiche zone agronomiche e di forme tradizionali di agricoltura caratterizzate da un maggiore fabbisogno di reddito; un nuovo meccanismo per assicurare continuità al fondo di mutualizzazione nazionale a carattere catastrofale; maggiore flessibilità per gli Stati membri sugli aiuti accoppiati, sul sostegno ai piccoli agricoltori e sull’esclusione dei pensionati dal sostegno al reddito».

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