Partendo da una collezione creata e prodotta grazie a un mix di creatività, eccellenza dei materiali e lavorazioni che uniscono l’artigianalità all’innovazione, come si costruisce un’autentica community? In altre parole: per qualsiasi marchio che ambisca a durare nel tempo e superare mode e tendenze, il prodotto è una conditio sine qua non. Non sembri superflua, questa premessa: tra greenwashing, pink washing e – più di recente – handcraftwashing, è importante valorizzare i progetti davvero improntati alla sostenibilità sociale e ambientale e all’intelligenza artigianale, piuttosto che a quella artificiale.
Fay ha appena presentato la nuova tappa del viaggio che ha ispirato le collezioni Archive del marchio del gruppo Tod’s, un viaggio pensato (anche) per costruire, appunto, una community: nel marzo scorso la scelta è caduta su alcuni luoghi nordamericani affacciati sul Pacifico, lungo un territorio fatto di fitte foreste, coste frastagliate, isole, fiumi, cantieri navali e montagne ancora in parte selvagge. Un paesaggio in cui la natura è parte integrante della vita quotidiana e il lavoro manuale conserva una forza autentica.
Il nuovo progetto segue cinque persone, scelte per il loro rapporto diretto con gli elementi, gli strumenti e il lavoro all’aperto. Sono i nuovi “testers” di Fay Archive: persone reali, incontrate nei luoghi in cui vivono e lavorano, che indossano i capi – giacche e gilet in particolare – nel loro ambiente naturale.
Il viaggio del 2026 è iniziato a Seattle, capitale dello stato di Washington, in uno storico shipyard fondato nel 1946. Il team di Fay ha incontrato Rob, meccanico, carpentiere e fixer, fotografato da James Mollison, che ne ha seguito i gesti, raccontando una competenza pratica costruita nel tempo e sul campo. Da Seattle Fay si è spostato alle San Juan Islands, dove testers sono stati Kate e Allie, di mestiere oyster farmers, un mestiere fisico e delicato scandito dalle maree, dal freddo e dal continuo movimento tra acqua, pontili, reti e cassette di ostriche. La terza tappa è stata Orcas Island, dove Zachariah, fabbro e artista, ha accolto il team Fay nel suo laboratorio immerso tra gli alberi e il mare. Più a sud, lungo il Columbia River, l’incontro è stato con Luca, falegname e costruttore di kayak in legno e canvas, mentre l’ultima tappa sono state le montagne dello stato di Washington, seguendo Jocelyne nel suo lavoro di ricerca sul campo, a bordo di una motoslitta. Jocelyne studia il wolverine, piccolo mammifero carnivoro della famiglia dei mustelidi, in un ambiente caratterizzato dalla neve e da condizioni estreme.



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