Storie Web lunedì, Settembre 14

Un tempo erano solo un passatempo da ragazzini, ma oggi, a trent’anni dalla loro comparsa, le carte Pokémon sono diventre asset da milioni di dollari, grazie ad un vero mercato alimentato da collezionisti e investitori. A documentare la trasformazione è il Financial Times, che ha seguito da vicino alcuni dei protagonisti del mercato britannico. Tra loro c’è Jordan Dunne, 34 anni, che nel 2025 ha lasciato il lavoro di analista dati in uno studio legale di Chester per dedicarsi alla compravendita di carte Pokémon. La sua società, Big Box Gaming, secondo quanto dichiarato dallo stesso Dunne, dovrebbe arrivare quest’anno a circa 4 milioni di sterline di vendite, contro 1,2 milioni nel 2025. Durante le sue dirette su eBay, Dunne arriva a vendere singole carte per più di 2mila sterline e sostiene di poter generare fino a 60mila sterline di vendite in poche ore. Il suo modello di business è semplice: acquistare le carte nei mercati e nelle fiere specializzate per poi rivenderle online.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

In questo contesto il “caso” Pokémon è interessante perché racconta l’evoluzione di un oggetto che nasce come gioco e finisce per assumere caratteristiche simili a quelle di altri beni da collezione. Nel passaggio dalla cameretta al mercato globale, la carta Pokémon si è trasformata così in un piccolo oggetto finanziario: non produce dividendi, ma può valere milioni semplicemente perché qualcuno, dall’altra parte del tavolo, attribuisce un prezzo alla rarità e alla memoria. E sempre di più. Nel primo semestre dell’anno, Pokémon è stato il termine più cercato nella categoria collectibles di eBay. A febbraio la casa d’aste Goldin, controllata da eBay, ha venduto una Pikachu Illustrator del 1998 per 16,5 milioni di dollari, stabilendo un nuovo record mondiale. Ad aggiudicarsela è stato AJ Scaramucci, fondatore di Solari Capital. A quella vendita sono seguite altre transazioni sopra il milione di dollari. «Non sono soldi che qualcuno spende semplicemente per giocare con gli amici», ha osservato Adam Ireland, responsabile globale del settore collectibles di eBay. Il punto è proprio questo: una parte del mercato considera ormai le carte Pokémon un vero e proprio asset d’investimento, al pari di altri beni di lusso, come gli orologi o i quadri.

Secondo Chase Society, piattaforma specializzata nei dati del settore, il valore massimo stimato delle carte Pokémon certificate professionalmente e considerate sul mercato potrebbe arrivare complessivamente a quasi 9 miliardi di dollari. Il mercato è internazionale, dal Giappone, dove Pokémon è nato, agli Stati Uniti e all’Europa. Il Regno Unito è diventato un hub importante per le carte in lingua inglese, anche se la maggiore liquidità resta negli Stati Uniti.

Alla base della crescita ci sono almeno due fattori. Il primo è la nostalgia. La generazione che negli anni Novanta giocava con Pokémon ha oggi trent’anni o quarant’anni e, in molti casi, dispone del reddito necessario per acquistare gli oggetti che appartenevano alla propria infanzia. Il secondo è la scarsità. Una carta stampata venticinque anni fa non può essere replicata all’infinito sul mercato secondario, e il numero di esemplari sopravvissuti in condizioni quasi perfette è inevitabilmente limitato.

Uno scenario in cui Pokémon stessa ha giocato a rilanciarsi. La prima volta con la collezione «151» lanciata nel 2023 e dedicata ai primi 151 personaggi della serie, quelli con cui ha iniziato a giocare la prima generazione di appassionati; la seconda nel 2024, con la versione mobile del gioco di carte, che ha portato nuovi utenti dentro l’universo Pokémon. E il trentesimo anniversario del franchise rappresenta un ulteriore catalizzatore per il mercato del collezionismo.

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