Storie Web sabato, Settembre 12

Ogni 4-6 anni esce un nuovo SuperMario. E’ una regola non scritta di Nintendo. Quando c’è una console nuova per spingerla ancora di più sul mercato lanciano un nuovo titolo dedicato all’idraulico in salopette che è quasi sempre migliore del precedente e un successo.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Quando a giugno dell’anno scorso è stata presentata Nintendo Switch 2 un po’ tutti si aspettavano che ci sarebbe stato lui a battezzare la nascita della nuova console. Niente. Sono nove anni che i fan aspettano. L’anno spartiacque è stato il 1996: Super Mario 64 insieme al lancio della Nintendo 64 insegnò al mondo cosa significasse camminare a 360 gradi. Fu una rivoluzione per l’industria del videogioco come quella nel 2017, quando Super Mario Odyssey ci convinse che lanciare un berretto posseduto contro un tirannosauro fosse l’apice dell’intrattenimento interattivo moderno.

E così, quando i primi scatoloni di Switch 2 hanno cominciato a fare capolino nei salotti, l’aspettativa collettiva era una sola: accendere lo schermo, sentire il classico «Yahoo!» rimasterizzato a risoluzione chirurgica e perdere il contatto con la realtà per le successive tre settimane. Invece, niente.

Ora, intendiamoci, non è sparito. Fino a oggi ci siamo accontentati di SuperMArio in alto definizione che guida l’auto (Mario Kart World) , che gioca a tennis (Mario Tennis Fever) e in altri titoli come Super Mario Bros. Wonder e Super Mario Party Jamboree. Quello che però i fan attendono è un gioco interamente dedicato a lui. Dove è il vero e unico protagonista.

Tra remaster lucidati a specchio e piccoli assaggi, il vero, maestoso salto generazionale in tre dimensioni è rimasto chiuso in cassaforte. Quasi nove anni dall’ultima vera odissea sembrano un’eternità geologica nel linguaggio dei videogiochi: nel frattempo abbiamo cambiato televisori, abitudini, forse qualche diottria, ma non quella voglia infantile di vedere un salto triplo fatto come si deve.

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