Negli Stati Uniti è arrivato il via libera ufficiale al primo robot progettato per prelevare il sangue nei centri medici e negli ambulatori. Il sistema promette di cambiare il modo in cui milioni di pazienti affrontano uno degli esami medici più comuni.
La tecnologia alla base del dispositivo unisce la luce a infrarossi agli ultrasuoni per individuare con precisione la vena del paziente, anche quando è difficile da vedere a occhio nudo. Una volta trovato il punto giusto, il macchinario fa tutto da solo: stringe il laccio emostatico, inserisce l’ago, raccoglie il campione, applica il cerotto e sistema i rifiuti. Dietro questa novità c’è un problema concreto che accomuna molte strutture sanitarie: la mancanza di personale specializzato nei prelievi, che spesso allunga i tempi di attesa per i cittadini.
L’agenzia americana per i farmaci e i dispositivi medici, la Fda, ha dato la sua approvazione dopo aver esaminato dati clinici che dimostrano come il robot riesca a completare i prelievi con la stessa efficacia, se non superiore, di un operatore umano.
“I prelievi di sangue sono una delle procedure mediche più comuni, eppure i pazienti possono subire ritardi a causa della crescente carenza di personale qualificato”, scrive sul sito dell’agenzia, Michelle Tarver, direttrice del centro per i dispositivi e la salute radiologica della Fda. Nonostante l’alta automazione, il robot non lavora da solo. Un infermiere deve comunque dare il via alla procedura e sorvegliare il lavoro, ma la tecnologia permette a una sola persona di controllare fino a tre macchinari contemporaneamente, velocizzando il servizio. Al momento non è ancora chiaro quando questo sistema arriverà concretamente negli studi medici.












