Al lato opposto della classifica, vi è Helvetia che è l’unica società con una differenza di costo negativo (- 0,09 punti percentuali) e quindi con dei Pip più economici dei fondi pensione aperti.
Todeschi segnala poi che «Intesa Sanpaolo, è la società più grande del campione con 26 comparti di fondi pensione aperti e 24 Pip e conferma la tendenza in tutte e tre le categorie con il Pip che, rispetto al fondo pensione, costa tra 0,8 e 1,0 punti percentuali in più».
Diversi orizzonti temporali
Investimi.com ha preso in considerazione i 10 anni di Isc in quanto periodo più rappresentativo di permanenza. Anche però su periodi più lunghi la situazione non muta di molto. «L’Isc scende man mano che l’orizzonte si allunga – afferma Todeschi – perché i costi iniziali si spalmano su più anni. Ma anche sull’orizzonte più lungo, i 35 anni, il Pip resta più caro del fondo aperto della stessa società di circa 0,6 punti percentuali l’anno».
Focalizzando l’attenzione su Vera Vita, per esempio, sui due anni il divario di costo dell’Isc è di +2,63 punti percentuali, di +1,97 p.p a 5 anni, di +1,61 p.p. a 10 anni, come già evidenziato, e di +1,30 p.p. a 35 anni. Helvetia, invece, sui due anni segna -0,96 punti percentuali, -0,27 p.p. a 5 anni, -0,09 p.p. a 10 anni e soltanto sui 35 anni vede aumentare il divario di costo di +0,02 punti percentuali.












