Piano casa approvato con 168 sì alla fiducia. La legge di conversione del decreto che attiva l’operazione di contrasto all’emergenza abitativa ha incassato la fiducia alla Camera. Arriva così al traguardo, di fatto, il percorso parlamentare del provvedimento, che ora è atteso agli ultimi metri prima dell’ok definitivo ma che, a questo punto, è blindato.
Stop alla corsia preferenziale per i fondi esteri
Nella versione finale il decreto ha incamerato molte modifiche. Anche se all’appello mancano diversi interventi attesi dal mercato. È, anzitutto, saltata la corsia preferenziale per i fondi provenienti dall’estero: le semplificazioni più incisive del Dl non saranno più riservate solo a loro, anche se resta la soglia di un miliardo per ottenere la fast track amministrativa. In questo modo, si corregge un’anomalia della prima versione del testo, anche se resta una sostanziale chiusura alle semplificazioni per gli interventi piccoli e medi.
Le altre novità
Non è la sola novità significativa della conversione. L’accesso agli immobili a canone calmierato, regolato dal provvedimento, viene allargato anche ai dipendenti pubblici: insegnanti, membri delle forze dell’ordine, personale sanitario. Ancora, i Comuni guadagnano spazio nell’attuazione del pilastro dedicato alle case popolari: potranno essere assegnatari dei fondi dedicati alla riqualificazione degli immobili inagibili. Un pacchetto di risorse cospicuo (circa 7 miliardi) e in parte formato proprio da risorse di competenze dei Comuni (i 4,8 miliardi di fondi per la rigenerazione urbana).
Gli affitti degli studenti
Viene rifinanziato con 8,5 milioni nel 2026 il fondo per gli affitti degli studenti fuori sede. Al fondo per gli universitari saranno dedicate risorse che serviranno a sostenere gli studenti appartenenti a un nucleo familiare con un indice della situazione economica equivalente non superiore a 20mila euro e che non usufruiscono di altri contributi pubblici per l’alloggio. La misura, sostenuta sia dalla maggioranza che dall’opposizione, fa riferimento a un plafond istituito nel 2021.
Agevolazioni per negozi e alberghi
Le operazioni private destinate al canone calmierato potranno prevedere «l’insediamento di una pluralità di destinazioni d’uso, residenziali e non residenziali». In questi casi, la quota percentuale minima del 70% di edilizia convenzionata, da rispettare per ottenere le semplificazioni del decreto, sarà calcolata esclusivamente sulla componente residenziale: cioè, mettendo in relazione gli immobili a prezzo libero e quelli a prezzo calmierato. Saranno fuori da questo conteggio gli investimenti «destinati a destinazioni d’uso non residenziali», dice la modifica. Sarà la convenzione con il Comune, posta alla base dell’investimento, a definire il perimetro della componente residenziale e, quindi, i numeri posti a base del calcolo.





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