Ma per Robert Wilkie, presidente del Center for American Security, ex vicesegretario alla Difesa della seconda amministrazione Bush e direttore del National Security Council con Condoleezza Rice, la chiamata alla responsabilità degli europei non significa un taglio netto con l’America, nonostante le posizioni oltranziste MAGA: «I segnali che gli Stati Uniti avrebbero potuto rimettere in discussione le spese militari in Europa si susseguono da decenni», dice al Sole 24Ore.
«Il PIL degli altri Paesi NATO è una volta e mezzo quello americano, e complessivamente avete molti più abitanti degli Stati Uniti. Quindi, è obbligatorio che l’Europa prenda una posizione. E allo stesso tempo gli Stati Uniti devono rimanere vicini all’Europa, culturalmente, emotivamente e finanziariamente. Siete i nostri principali partner economici, e fronteggiamo le stesse minacce, perché chi ha attaccato l’Ucraina fa parte di un gruppo che ritiene che l’Occidente sia morto e vuole rimpiazzare l’ordine globale post-Seconda Guerra Mondiale con un altro sistema».
Se tutti questi allarmi sull’aggressività russa sembrano eccessivi, molti degli analisti e militari presenti alla Lennart Meri Conference hanno pochi dubbi: il conflitto in Ucraina non sta andando come sperava Vladimir Putin, ma la minaccia di Mosca non si ridimensionerà nel breve periodo.
«Dobbiamo tutti capire che tra un missile che colpisce Tallinn e uno che colpisce Madrid non ci sono ore, ma pochi minuti di differenza», conclude il ministro degli Esteri estone Pevkur. «Che l’allarme per una nave piena di droni nel Mediterraneo non prevede tempi di reazione di due ore, ma di due minuti. La realtà è questa, e se non la comprendiamo non possiamo sentirci davvero al sicuro».
«Se fossi Putin, agirei nelle prossime settimane» dice Carlo Masala, professore di politica internazionale alla Bundeswehr University di Monaco e autore del bestseller geopolitico “If Russia Wins”, intervistato da AdnKronos a margine della conferenza. «Abbiamo elezioni imminenti in Francia con esito incerto, un governo Starmer dalla vita breve, un presidente americano che ogni giorno dice ai suoi follower su Truth Social che non intende difendere la Nato, e gli USA già distratti e a corto di munizioni nel Golfo Persico. Strategicamente, è il contesto perfetto per provocare qualcosa in Europa».








