I primi beagle tra i 1.500 cani trasferiti da una struttura di allevamento e ricerca in Wisconsin hanno iniziato il loro viaggio verso una nuova vita.
Gli animali provengono da Ridglan Farms, nella zona rurale di Blue Mounds, che il mese scorso è stata teatro di proteste e scontri tra attivisti e forze dell’ordine.
In quel frangente, la polizia ha utilizzato gas lacrimogeni e spray al peperoncino per respingere i manifestanti che tentavano di entrare nella struttura, secondo quanto riferito dall’ufficio dello sceriffo della contea di Dane.
A marzo, alcuni attivisti erano riusciti a introdursi nel centro e a portare via 30 cani; 63 persone sono state denunciate alla procura.
Parallelamente alle proteste, le organizzazioni Big Dog Ranch Rescue e Center for a Humane Economy avevano avviato da mesi trattative con la struttura, concludendo un accordo riservato per l’acquisto dei 1.500 beagle a un prezzo che non è stato reso noto.
Le due organizzazioni si sono poi suddivise gli animali per gestirne il trasferimento e la ricollocazione.
Secondo Lauree Simmons, fondatrice di Big Dog Ranch Rescue, i primi cani trasferiti hanno già mostrato confortanti segnali di adattamento: molti si sono avvicinati alle persone in cerca di contatto e attenzione.
L’associazione ha già ricevuto oltre 700 richieste di adozione, ma il processo richiederà tempo per consentire la valutazione delle famiglie a cui affidare i cani e per completare la preparazione degli animali.
Il primo gruppo di circa 300 cani è stato trasferito nei giorni scorsi, mentre altre operazioni sono previste nel corso della settimana.
Le organizzazioni hanno allestito in Wisconsin un’area temporanea con spazi all’aperto dove gli animali vengono vaccinati, dotati di microchip, sterilizzati e preparati per il trasferimento verso rifugi in diverse aree degli Stati Uniti e l’adozione.
Ridglan Farms non ha finora commentato la vicenda. La struttura aveva comunque accettato lo scorso ottobre di rinunciare alla licenza statale di allevamento a partire dal 1° luglio, nell’ambito di un accordo per evitare procedimenti penali legati a presunti maltrattamenti.
L’azienda ha sempre respinto le accuse, ma un procuratore speciale ha stabilito che alcune procedure agli occhi praticate sugli animali violavano gli standard veterinari dello Stato.
I beagle sono tra le razze più utilizzate nei test sugli animali, in particolare per la loro taglia ridotta e il temperamento docile, caratteristiche che, secondo le associazioni coinvolte, li rendono più vulnerabili a questo tipo di utilizzo.








