Il cinema incontra la ricerca scientifica per raccontare una delle emergenze più silenziose del nostro tempo: la solitudine digitale degli adolescenti. Questo l’obiettivo di “DIS-CONNESSI – La solitudine è sociale”, l’evento promosso dal Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, Patrimonio Culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Dsu).
Una mattinata che unirà la potenza emotiva del grande schermo al rigore dei dati scientifici di questa emergenza silenziosa, con la proiezione del film “MIA” e la presentazione in anteprima nazionale dei risultati dell’indagine dell’European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs ESPAD®Italia 2025, a cura di Sabrina Molinaro dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Ifsc). I risultati si riferiscono alla sperimentazione e alle percezioni degli studenti relativamente a una serie di sostanze, tra cui tabacco, alcol, sostanze psicoattive illecite, inalanti, prodotti farmaceutici e nuove sostanze psicoattive (NPS). Sono inclusi inoltre l’uso dei social media, i videogiochi e il gioco d’azzardo.
L’iper-connessione si traduce in isolamento
La fotografia scattata dalla ricerca è allarmante: per il 61% degli studenti italiani tra i 15 e i 19 anni (oltre 1,6 milioni di adolescenti), la rete non è più solo uno strumento di scoperta, ma un ambiente che può ospitare una profonda vulnerabilità. L’iper-connessione si traduce paradossalmente in un isolamento silenzioso che spinge oltre 50.000 giovani al ritiro sociale. Una soglia di allarme che si è progressivamente spostata. Nel 2011, l’uso a rischio di Internet riguardava meno di 1 adolescente su 10. Oggi, dopo l’evidente accelerazione impressa dal biennio 2020-2021, la quota sfiora 1 adolescente su 6 (14,9%), con un impatto maggiore sulle ragazze (17,4%). Oltre a quanto si sta online, a preoccupare, è cosa accade in quello spazio. Dal 2018 a oggi, le vittime di Cyberbullismo sono passate dal 31,1% al 45,2%. Ancora più inquietante è il raddoppio degli “autori” di violenza online (dal 16,6% al 29,9%), in un cortocircuito relazionale dove i ruoli si confondono: oggi il 22% dei ragazzi è, contemporaneamente, vittima e carnefice.
Il fenomeno del gioco d’azzardo
A preoccupare è anche la normalizzazione del gioco d’azzardo mascherato, con le loot box (i “pacchetti a sorpresa” a pagamento nei videogiochi) che fanno da ponte verso fenomeni illegali che coinvolgono 900mila minorenni, e la fascinazione per i soldi facili con il trading online, già sperimentato dal 17,1% degli studenti.
La Regione Lazio si dimostra uno specchio fedele di questa tendenza nazionale. Nella provincia di Roma, quasi un 15-17enne su due (49,4%) subisce prevaricazioni online, e il 17,7% dei ragazzi ha già effettuato operazioni di trading online, con un picco maschile del 26,8%.
Come invertire la rotta
Il cuore dell’iniziativa la proiezione del film “MIA”, che offre uno sguardo crudo e profondo sulle dinamiche di isolamento e disagio giovanile.
Questo evento vuole essere un punto di partenza per invertire la rotta attraverso tre pilastri d’azione: potenziare l’ascolto per intercettare precocemente le micro-fratture relazionali (dal phubbing al ghosting); creare e difendere spazi fisici “senza schermi”, essenziali per rigenerare il benessere psicologico e la vera socialità; fornire ai ragazzi gli strumenti critici per disinnescare i meccanismi predatori della rete (dall’azzardo mascherato da gioco alla violenza di gruppo).











