Storie Web giovedì, Maggio 7

Il 17 febbraio scorso, a Pechino, si è tenuta la grande cerimonia-spettacolo del Capodanno cinese, che ha aperto quello che, secondo quel calendario, è l’Anno del Cavallo. Durante lo spettacolo, sospeso fra tradizione e futuro, hanno colpito in modo particolare le scene nel cielo costruite con sciami di droni. Fra queste non è passata inosservata quella in cui apparivano insieme un taikonauta, cioè un astronauta cinese, e la dea della Luna Chang’e. Un messaggio chiarissimo: questo, per la Cina, vuole essere anche l’anno dello spazio.

Un’allusione così vale più di mille parole e conferma che Pechino punta davvero alla Luna, oltre a voler consolidare lo spazio come infrastruttura strategica nazionale, mettendo insieme obiettivi scientifici, industriali, militari e di prestigio geopolitico. La competizione con gli Stati Uniti è sempre più evidente. Il calendario 2026, fitto di lanci, sperimentazioni e iniziative, mostra come il Paese del Dragone miri a diventare la potenza spaziale di riferimento in Asia e una concreta alternativa all’Occidente per molti Paesi emergenti.

Al centro del piano sta la stazione spaziale Tiangong, il “Palazzo Celeste”, ormai nel pieno della sua attività e per la quale sono previste due missioni con equipaggio e una di cargo. Sono in programma esperimenti in microgravità, medicina spaziale e sviluppo di nuovi materiali. La Cina punta, inoltre, ad allargare il consenso e l’interesse attorno a Tiangong, selezionando astronauti anche dai territori speciali di Hong Kong e Macao e includendo un astronauta pakistano.

Quest’anno il lancio verso il polo sud

Il punto più caldo del programma resta però la Luna. Nel 2026 è previsto il lancio di Chang’e-7 verso il polo sud lunare, supportato dal satellite relay Queqiao-2 per le comunicazioni dalla zona più difficile del nostro satellite. La missione è complessa e ambiziosa: prevede un orbiter lunare, un lander, un rover per l’esplorazione di superficie e anche un piccolo mezzo capace di addentrarsi nei crateri in ombra permanente, alla ricerca di ghiaccio d’acqua, il vero santo Graal in vista di una futura base lunare.

Va ricordato che la Cina è stata finora l’unica a effettuare con successo, al primo tentativo, un’operazione simile sul lato nascosto della Luna con Chang’e-6, ed è anche riuscita ad atterrare su Marte al primo tentativo. Non è poco.

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