Storie Web giovedì, Aprile 23

Gli effetti della guerra in Iran sono ancora da valutare, ma la pasta italiana non sembra intenzionata a indebolire la sua leadership a livello mondiale. Nel 2025 le esportazioni hanno raggiunto 2.456.940 tonnellate, in aumento del 2,1% rispetto al 2024 per un valore complessivo pari a 3.969 milioni di euro. Secondo Unione Italiana Food che ha diffuso una elaborazione su dati Istat si tratta di «un risultato che, nonostante la delicata situazione geopolitica e geoeconomica mondiale, conferma la solidità del comparto sui mercati esteri».

L’Italia, con 4,2 milioni di tonnellate prodotte su una produzione globale di 17 milioni di tonnellate e un consumo pro-capite annuo di 23,3 kg, resta il paese dove la pasta si mangia di più ma anche quello che la fa mangiare nel resto del mondo: nel 2025 oltre il 60% della produzione è stato a oltre 200 Paesi.

Circa 1,3 milioni di tonnellate sono stati destinati ai Paesi dell’Unione europea che rappresentato il 52% del totale (+4% rispetto al 2024). Tra i mercati più recettivi del 2025 Uif segnala la Germania con 466.422 tonnellate (+3,7%), gli Stati Uniti con 315.018 tonnellate (+4,3%), la Francia con 292.341 tonnellate (+4,7%) e il Regno Unito con 279.342 tonnellate (-1,4%). «Accanto ai mercati storici si evidenziano dinamiche particolarmente positive in Australia (+17,4%), Canada (+9,9%) e Polonia (+5,2%), mentre nell’Unione europea crescono anche Spagna (+4%) e Paesi Bassi (+6,4%). A livello mondiale, invece, l’Oceania registra un aumento del 12,9% e l’America del 4,5%, mentre Asia (-6,7%) e Africa (-7,6%) mostrano una contrazione dei volumi, segnale di un contesto internazionale eterogeneo e in evoluzione», snocciola i dati una nota dei pastai.

«Essere protagonisti nei mercati esteri, con oltre il 60% della produzione esportata, significa ribadire la leadership della pasta italiana quale ambasciatrice del Made in Italy nel mondo – commenta Margherita Mastromauro, presidente dei Pastai Italiani di Unione Italiana Food – Alle incertezze geopolitiche in atto, i pastai italiani hanno risposto ancora una volta dimostrando impegno, passione e capacità di rafforzare le relazioni commerciali con tutti i partner internazionali».

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