Storie Web giovedì, Maggio 7

La Chiesa è dalla parte delle vittime della guerra: lo ha ribadito ieri Papa Leone alla vigilia del faccia a faccia con il Segretario di Stato americano Marco Rubio, arrivato in Vaticano per quello che si annuncia un colloquio «franco e diretto». Sulla carta sarà un colloquio di mezz’ora (alle 12 il Papa ha già un altro impegno). Leone si è detto fiducioso rispetto a questo appuntamento auspicando «apertura» e «comprensione» reciproca. Ma la linea resta sempre quella: la Chiesa «legge e interpreta a partire dal Vangelo i dinamismi della storia, denunciando il male in tutte le sue forme».

Il faccia a faccia con Meloni

Un messaggio chiaro, da vedere se sarà colto, perché dalle ultime affermazioni, non solo di Donald Trump ma anche dello stesso Rubio, trapela la volontà di ribadire le proprie ragioni e posizioni. L’auspicio è che almeno cambino i toni. Dopo l’incontro con il Pontefice, Rubio incontrerà il Segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin, che ieri ha sottolineato che «gli Stati Uniti sono e restano un interlocutore imprescindibile della Santa Sede». Parleranno di vari dossier, dell’America Latina, della questione di Cuba, del Libano, di Gaza. Venerdì Rubio incontrerà invece la premier italiana Giorgia Meloni e i ministri degli Esteri Antonio Tajani e della Difesa Guido Crosetto. Ieri i vescovi francesi hanno annunciato un possibile viaggio di Papa Leone nel loro paese a fine settembre.

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