Storie Web martedì, Luglio 21

Omr inaugura un nuovo capitolo della sua storia presentando il suo primo bilancio sociale. Un segnale di apertura che, come spiega Marco Bonometti, presidente del gruppo bresciano, fornitore per la filiera nazionale e internazionale dell’automotive, «riconosce la sostenibilità come una leva strategica per rafforzare la competitività, promuovere l’innovazione e contribuire alla costruzione di un sistema produttivo più efficiente». Una scelta volontaria (anticipa gli standard europei di rendicontazione Esg) di autoregolamentazione e di disciplina che progressivamente, non si esclude possa eventualmente portare anche all’apertura del capitale all’esterno, come confermato dallo stesso Bonometti.

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«Questo è senza dubbio un primo passo in un percorso verso una maggiore trasparenza e capacità di raccontare chi siamo e cosa facciamo – ha detto Bonometti –. Vogliamo creare valore insieme a tutta la nostra filiera di riferimento con questo strumento operativo, individuando di volta in volta gli ambiti in cui intervenire. In un contesto in forte evoluzione come quello del settore in cui operiamo, in cui il dimensionamento produttivo resta un fattore determinante, è inoltre strategico farsi trovare pronti e aperti, anche eventualmente a ricevere capitali dall’esterno. La Borsa è un’opportunità significativa a fronte di un obiettivo preciso. Omr vuole senza dubbio crescere, strutturarsi e svilupparsi come organizzazione, anche se resto convinto che fino a quando le risorse interne sono sufficienti, non è opportuno cercarne altrove. Ma non bisogna escludere altre opzioni e soprattutto bisogna adottare una mentalità aperta, come mostra questo ultimo concreto passo di Omr».

Nonostante le criticità del settore automotive, nel 2025 Omr ha registrato un Ebitda di 58 milioni, pari all’11% del fatturato, il valore più elevato nella storia dell’azienda, con un utile netto di 22 milioni di euro e un patrimonio netto salito a 295 milioni di euro. Il fatturato, secondo i dati forniti dall’azienda relativi all’attività di sette stabilimenti (4 in Italia e 3 all’estero) è stato di 529 milioni di euro. Dati che, secondo il Gruppo, dimostrano come crescita economica e sostenibilità possano rafforzarsi reciprocamente. L’impegno del gruppo bresciano cade in un momento di profonda transizione e trasformazione per l’industria automobilistica, soprattutto per la catena della fornitura. E non è un caso se tra i pilastri della strategia presentata ieri da Omr c’è il progressivo sviluppo delle tecnologie basate sull’alluminio, materiale che consente di alleggerire i componenti fino al 40-50% rispetto alle soluzioni tradizionali, contribuendo – spiega la società in una nota – a ridurre consumi ed emissioni dei veicoli e a sostenere la transizione verso la mobilità elettrica.

Nel dettaglio, il Piano di sostenibilità individua cinque direttrici strategiche: decarbonizzazione, economia circolare, salute e sicurezza delle persone, filiera responsabile e governance.

Per questa ragione il gruppo continua a investire nell’economia circolare, valorizzando il recupero interno dei materiali e puntando a una gestione sempre più efficiente delle risorse. Nel 2025, inoltre, gli stabilimenti italiani hanno consumato oltre 17.900 MWh di energia da fonti rinnovabili, di cui più di 2.270 MWh autoprodotti tramite impianti fotovoltaici, contribuendo a una riduzione del 6% delle emissioni di CO₂ rispetto all’anno precedente. Dal punto di vista della risorse umane, inoltre, Omr conta oggi oltre 4mila dipendenti nel mondo, distribuiti tra Europa, Nord America, Asia e Africa. Il Bilancio prende in esame un campione di 1.623 dipendenti attivi in Italia, Cina, Stati Uniti e Marocco, provenienti complessivamente da 47 Paesi: oltre il 94% del personale è assunto con contratto a tempo indeterminato, a conferma – motiva la società – della politica aziendale orientata alla stabilità occupazionale e alla valorizzazione delle competenze.

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