Storie Web venerdì, Maggio 8

Anche i dazi universali e temporanei del 10% imposti da Donald Trump a febbraio sono stati considerati «illegittimi» e quindi sono stati bocciati dalla Corte del Commercio internazionale. L’agenda economica dell’amministrazione repubblicana subisce così un nuovo, grave colpo, dopo che, sempre a febbraio, la Corte Suprema aveva annullato le tariffe reciproche sull’import, basate su una presunta emergenza nazionale. E mentre il presidente Usa sta preparando la missione in Cina di metà mese, per discutere con Xi Jinping anche di tariffe e scambi commerciali.

L’amministrazione repubblicana ha annunciato che farà ricorso. «Niente mi sorprende più con i tribunali», ha commentato Trump attribuendo la decisione a «due giudici di estrema sinistra che hanno votato contro».

La decisione dei giudici del Commercio

Un collegio di tre giudici della Corte del Commercio internazionale a New York, il tribunale federale che ha giurisdizione in materia di scambi con l’estero, ha stabilito che il presidente non aveva l’autorità per far scattare nuovi dazi generalizzati sulla base della Section 122 del Trade Act del 1974: questa legge consente di introdurre tariffe sulle importazioni per un periodo massimo di 150 giorni (e per un massimo del 15% anche se Trump si era fino a qui limitato al 10%), in risposta a gravi e persistenti squilibri nella bilancia dei pagamenti. La Corte del Commercio – con due voti a favore e uno contrario – ha respinto questa motivazione, ha quindi deciso che anche il decreto sui dazi, firmato da Trump a febbraio, «non è valido» e che le «tariffe imposte non sono autorizzate dalla legge».

La Corte del Commercio ha accolto la richiesta di un gruppo di piccole imprese e di 24 Stati americani, per lo più a guida democratica. Ma il tribunale ha bloccato immediatamente l’applicazione dei dazi da parte dell’amministrazione solo nei confronti delle due imprese – la produttrice di giocattoli Basic Fun! e l’importatore di spezie Burlap & Barrel – che hanno intentato causa, e dello Stato di Washington, chiarendo di non aver emesso una «ingiunzione universale». Il collegio ha ritenuto che gli altri Stati non avessero titolo ad agire in quanto non sono importatori diretti.

Nelle intenzioni di Trump, i dazi appena bocciati dalla Corte del Commercio – legati agli squilibri della bilancia dei pagamenti – avrebbero dovuto sostituire i dazi cosiddetti reciproci, introdotti nel 2025 ai sensi dell’International Emergency Economic Powers Act del 1977: misure queste ultime azzerate dalla Corte Suprema che non ha ravvisato le condizioni di emergenza nazionale e quindi la necessità di ricorrere a poter speciali da parte della Casa Bianca.

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