Storie Web giovedì, Giugno 4

La considera «una sfida strategica» per il futuro del Paese. Concetto che ha ripetuto spesso in questi mesi rimarcando quanto fosse indispensabile accelerare su questo fronte per dotare l’Italia di una cornice normativa in grado di assicurare lo sviluppo del nucleare sostenibile. Ecco perché il sì della Camera dei Deputati in prima lettura al disegno di legge delega sul nucleare che ha promosso e su cui ha messo la faccia fin dall’inizio è visto dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, con grande favore.

La conferenza stampa del ministro

Così, nel corso di una conferenza stampa convocata in Parlamento a valle del voto, l’esponente di Forza Italia parla di «un passo importante per il futuro energetico dell’Italia» con l’approvazione del ddl delega alla Camera. «Oggi abbiamo iniziato a porre le condizioni affinché il Paese sia pronto ad adottare il nucleare sostenibile, quando le nuove tecnologie, alle quali puntiamo, saranno mature e disponibili, all’inizio del prossimo decennio», spiega il ministro.

Occorre puntare a un’Italia meno dipendente dall’estero

Il nucleare sostenibile, ribadisce Pichetto Fratin che si è speso in prima linea per l’approvazione della legge delega, «significa più sicurezza energetica, più decarbonizzazione, più indipendenza. In un mondo in cui la domanda di energia è destinata a crescere rapidamente, anche per effetto dell’intelligenza artificiale, dei data center, dell’elettrificazione industriale e civile, chi sarà in grado di produrre energia sarà più libero, più forte e più sicuro». «Vogliamo un’Italia meno dipendente dall’estero, con energia più accessibile per famiglie e imprese – dice ancora ancora il ministro -. La bolletta arriva indistintamente nelle case e nelle imprese di tutti gli italiani».

Il nucleare non è bandiera politica

Pichetto Fratin ci tiene a sottolineare che «il nucleare non è una bandiera politica o ecologica: è uno strumento da valutare con serietà, fiducia nella ricerca e responsabilità verso le prossime generazioni”. “Questa è una scelta di concretezza, non di ideologia – conclude il titolare del Mase -. Una scelta di Libertà. Più sicurezza energetica, più indipendenza, più Italia».

Entro fine anno quadro normativo e decreti attuativi

Il cronoprogramma del ministro non è cambiato come ha avuto modo di spiegare in queste settimane: l’obiettivo è completare entro la fine dell’anno il quadro normativo e i decreti attuativi necessari «a consentire una valutazione concreta e consapevole delle opportunità offerte dal nuovo nucleare», è il messaggio ribadito anche stamane in una intervista al direttore de Il Tempo, Daniele Capezzone. «Se il percorso procederà secondo i tempi previsti, le prime autorizzazioni potranno arrivare entro la fine del decennio, con l’avvio delle prime produzioni nella prima metà degli anni Trenta. Parliamo di impianti più piccoli, innovativi e sicuri, che potranno contribuire a garantire continuità nella produzione di energia elettrica e accompagnare la crescita delle rinnovabili. È una sfida strategica per il futuro del Paese, che punta a coniugare competitività, sostenibilità ambientale e tutela del sistema produttivo, offrendo a famiglie e imprese energia più stabile e a costi più sostenibili».

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