Dai programmi ai format, dai feedback al coaching, dall’asilo all’upskilling e reskilling degli “anta”: il sogno di una democratizzazione del sapere a tutto tondo sembra a portata di mano.
Ma è davvero tutto oro quel che sembra luccicare?
Abbiamo girato la domanda ai founder e agli investitori presenti a South Summit, il grande evento tech co-organizzato da Ie University e giunto alla sua 15° edizione, che ha calamitato a Madrid 30 unicorni, 600 speaker, oltre duemila investitori, più di 20mila visitatori. La risposta è esplosiva.
Liang (Squirrel AI): non lasciateli soli con l’AI
«Non dobbiamo lasciare solo con l’AI nessuno nella fascia di età dai 3 ai 15 anni, ovvero negli anni cruciali in cui sviluppano le loro abilità cognitive». A dirlo chiaro e tondo al Sole 24 Ore è Joleen Liang, co-fondatrice e ceo internazionale dell’unicorno Squirrel AI, colosso cinese all’avanguardia nell’Edtech.
Una pioniera del settore in un Paese che non evita l’AI ma l’abbraccia con controllato entusiasmo, famiglie comprese.
Squirrel AI batte gli umani
Fondato nel 2014 a Shanghai, Squirrel AI deve il suo successo a un sistema ibrido (didattica parte umana e parte AI) fondato su miliardi di “nanometric knowledge points”, in grado di scomporre i programmi e mappare la performance dello studente con granularità millimetrica.












