Storie Web domenica, Settembre 27

Mare e vento, Napoli nell’autunno del 2026 parte da qui. La prova generale delle gare preliminari dell’America’s Cup ha dimostrato che mare, vento, sport possono diventare leve di sviluppo economico e sociale e accelerare il risveglio della città che era nell’aria.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Le gare hanno messo in moto un giro di investimenti interessante pur non avendo comportato per ora la costruzione di grandi infrastrutture. Ma per lo più di attrezzature funzionali ai team e alla manifestazione: le strutture sul lungomare, il Race village, il villaggio di Nisida, mentre l’intervento più importante (da 1,7 miliardi), quello su Bagnoli, va avanti secondo cronoprogramma (ma le proteste non si placano).

Il soggetto attuatore, Sport e Salute ha investito 1,2 milioni. Diego Nepi Molineris, ad di Sport e Salute, commenta: «La regata preliminare dell’America’s Cup a Napoli è stata una grande sfida organizzativa, condotta rispettando il cronoprogramma e con una risposta straordinaria del pubblico. Abbiamo immaginato una Napoli diversa e l’abbiamo resa possibile: più vicina al mare, più aperta, più viva. Quello che oggi sembra straordinario deve diventare parte della quotidianità: luoghi che avvicinano la città all’acqua, che trasformano lo sport in esperienza, partecipazione. Dalle quattro piattaforme sul mare, apprezzate da tutti, al pontone: l’isola che c’è, diventata in pochi giorni una vera star, un nuovo spazio della città, capace di conquistare il pubblico e diventare virale sui social tra selfie e fotografie. È questa l’eredità che vogliamo costruire: fare in modo che ciò che nasce per un grande evento continui a vivere anche dopo».

Continuare anche dopo. «La pre-regata e l’America’s Cup del prossimo anno, insieme alla rigenerazione urbana a Bagnoli e alla bonifica del litorale orientale, pongono la risorsa mare al centro dell’attenzione. Per troppi decenni, Napoli non è stata bagnata dal suo mare – dice il sindaco Gaetano Manfredi – La Coppa America è anche un volano per rafforzare la portualità e la filiera nautica, sviluppare competenze e innescare progetti legati alla tecnologia. In sinergia tra pubblico e privato».

«L’America’s Cup è entrata anche nei territori – aggiunge Nepi Molineris – . Al Centro Sportivo ‘Pino Daniele’ di Caivano i ragazzi dell’IC3 Parco Verde hanno potuto ammirare da vicino il trofeo e incontrare campioni come Dalton e Sirena . Con ‘BeActive’ sono state coinvolte tutte le Federazioni e campioni olimpici hanno potuto regatare in mare insieme ai ragazzi delle periferie, grazie alla sinergia tra Sport e Salute e Federvela». Due nuovi spazi “Sport Illumina” sono stati aperti a Casalnuovo di Napoli e Casoria. A Marano di Napoli sono arrivati sport e attrezzature. «Questa è l’America’s Cup che vogliamo – conclude Nepi Molineris –: non un evento che passa, ma un’energia che resta. E per il prossimo anno vogliamo fare ancora di più». Il primo lotto della villa Comunale ristrutturato e riaperto al pubblico, attrezzature a servizio delle gare e degli ospiti e la città già appare cambiata, accogliente, tornata al suo splendore. Ma restano aperte molte sfide: la mobilità in primo luogo ancora difficile nonostante la metropolitana più bella d’Europa, la Città metropolitana ancora depressa e con numerosi comuni sciolti per camorra, i troppi giovani che emigrano, le periferie. È prudente il presidente dell’Unione industriali di Napoli, Vittorio Genna: «Abbiamo la prova che l’America’s Cup sia una opportunità per Napoli. Ora dobbiamo far sì che vi siano ricadute strutturali sul territorio. Noi siamo impegnati su questo obiettivo. In alternativa, sarebbe stato solo un evento scenografico».

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