Storie Web lunedì, Settembre 21

Quasi 13.500 euro in più nell’arco di 25 anni, pari a 540 euro l’anno. È il maggior costo stimato per chi stipula a ottobre un mutuo da 130mila euro rispetto a chi lo ha acceso a febbraio, considerando la combinazione che rispecchia il mercato italiano: 85% a tasso fisso e 15% a tasso variabile. A calcolarlo è una simulazione realizzata da Credipass in esclusiva per Il Sole 24 Ore su 300 rate.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La stima

Il confronto riguarda due mutui con lo stesso importo, durata e ammortamento alla francese. Cambia il momento della stipula e quindi il livello dei tassi: il primo assume le condizioni di febbraio, il secondo quelle stimate per ottobre. A entrambi viene applicato il mix delle nuove erogazioni indicato da Credipass: non una formula contrattuale offerta sul mercato, ma una media ponderata delle scelte dei mutuatari italiani.

L’esborso complessivo è di 187.765 euro per il mutuo medio stipulato a febbraio e di 196.865 euro per quello acceso a ottobre: 9.100 euro di differenza sulle 300 rate. Anche il primo, però, contiene una quota variabile del 15% che risente della crescita dell’Euribor e incorpora quindi già una parte del rincaro dei tassi. Per isolare l’intero effetto del rialzo, Credipass considera anche uno scenario a tassi invariati: mantenendo ferme per 25 anni le condizioni di febbraio, l’esborso sarebbe stato di circa 183.376 euro, cioè 13.489 euro in meno rispetto al mutuo di ottobre, equivalenti a 540 euro l’anno.

Alla base del cambiamento c’è la risalita sia dell’Irs, riferimento per i mutui fissi, sia dell’Euribor, utilizzato per quelli variabili. Si aggiunge la decisione con cui il 10 settembre la Bce ha aumentato di 25 punti base i tre tassi ufficiali, per la seconda volta nel 2026. Dal 16 settembre il tasso sui depositi è salito al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e quello sui prestiti marginali al 2,90 per cento. Francoforte ha motivato la stretta con le pressioni inflazionistiche generate dal conflitto in Medio Oriente, senza indicare le prossime mosse. «Tutti gli scenari a medio termine – dice Roberto Anedda, head of financial market analysis di Credipass – stimano tassi di interesse in rialzo. Le tensioni sul mercato energetico restano elevate e questo porterà ad alzare i costi». Anche la Fed, ricorda Anedda, ha appena aumentato i tassi nonostante le pressioni di Trump e i mercati ipotizzano almeno altri due interventi della Bce tra la fine dell’anno e l’inizio del prossimo.

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Le componenti

Per capire come si forma il rincaro medio, Credipass separa le due componenti. Nel fisso, il miglior tasso medio passa dal 2,982% di febbraio al 3,49% di ottobre. La rata sale da 615 a circa 650 euro e il rimborso complessivo da 184.577 a 195.034 euro: 10.457 euro in più, in media 418 l’anno. In un finanziamento interamente a tasso fisso, l’aggravio è determinabile fin dalla stipula, perché la rata non cambia.

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