Storie Web giovedì, Settembre 10

Gli aumenti più evidenti hanno interessato il Nord della penisola, dove il dato è cresciuto da 35,8 a 39 biciclette ogni 10mila abitanti, un numero nettamente superiore rispetto alla media nazionale, e nel Centro, dove si è passati da 20,7 a 23,3. Nel Sud, invece, rispetto al 2023, la diffusione di questi mezzi è calata da 8,0 a 5,9 per 10mila abitanti. Le città con l’offerta di bike sharing più consistente sono Firenze (110,4 biciclette/10mila abitanti) e Milano (106,9), seguite da Padova (94) e Bologna (91).

La crescita maggiore si registra per le flotte dei servizi a flusso libero (+8,1%, contro il +2,1% dei servizi a postazione fissa) e per quelle che operano nei capoluoghi di provincia (+14,4%, a fronte del +4,1% dei capoluoghi metropolitani).

Aumenta la diffusione delle automobili

Seppur in misura minore, nel 2024 anche l’offerta di car sharing è stata protagonista di un incremento rispetto all’anno precedente. Il servizio, che già dal 2022 era tornato ai livelli pre-pandemici, presenta una media di 4,9 veicoli per 10mila abitanti, a fronte dei 4,7 del 2023. L’aumento, comunque, non è trascurabile se si confronta il dato con quello registrato nel 2021, quando i veicoli erano scesi a quota 3,9 per 10mila abitanti. Nel 2024 il servizio è attivo in 35 città italiane. Il contenuto incremento registrato a livello nazionale è il frutto, secondo l’Istat, di un rafforzamento delle flotte (più numerose) a flusso libero (+12,8%) compensato da una contrazione di quelle a postazione fissa (-38,4%).

Come nel caso delle biciclette, nel Mezzogiorno si registra una flessione della capillarità del servizio (-7,0%), mentre le uniche ripartizioni dove l’offerta è aumentata sono il Nord-est (+15,7%) e il Centro (+18,3%). I mezzi si concentrano in modo particolare nei capoluoghi metropolitani, dove raggiungono una diffusione pari a 9,1 veicoli per 10mila abitanti, in crescita del 7,1% sul 2023, con picchi di 23,5 a Milano e una disponibilità che si aggira intorno ai 16 veicoli per 10mila abitanti a Bologna e Torino.

Sul fronte dell’impatto ambientale, poi, nell’insieme dei capoluoghi circa un mezzo su due è a basse emissioni, dato in netto aumento rispetto al 2019, quando erano poco più di uno su quattro. Infine, in 22 città su 35 (tra cui Genova, Venezia, Firenze, Napoli, Bari e Catania) gli operatori impiegano esclusivamente veicoli a basse emissioni.

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