Storie Web lunedì, Maggio 11

«Per avere una Nato più forte abbiamo bisogno di un’autonoma difesa europea. Le due cose non sono in contraddizione». Lo ha detto Marco Minniti, presidente della Fondazione Med-Or ed ex ministro dell’Interno del governo Gentiloni, intervenuto in occasione del seminario del Gruppo Speciale Mediterraneo e Medio Oriente (Gsm) dell’Assemblea parlamentare della Nato. Il convegno ha preso il via l’11 maggio nell’Aula dei Gruppi della Camera ed è presieduto dal deputato di Fratelli d’Italia Giangiacomo Calovini.

La necessità di una difesa comune europea

Secondo Minniti, l’Europa è in ritardo di decenni sul fronte della difesa comune, che non costituisce un elemento di rottura con l’Alleanza Atlantica, ma un valore aggiunto: «Un’autonoma difesa europea rende la Nato e gli Stati Uniti più forti. Già alla fine degli anni Novanta Madeleine Albright, Segretaria di Stato americana, diceva che non c’è contraddizione tra l’Alleanza e la difesa europea se si tiene conto delle tre “D”: no discrimination, no duplication e no decoupling. Queste tre “D” mi sembrano straordinariamente attuali. Rimettiamole nel circuito delle nostre conoscenze».

E la missione della Nato, in un contesto internazionale sempre più instabile, «non solo non si è esaurita, ma è stata profondamente rilanciata. È un’alleanza fondamentale, che tuttavia oggi deve ritrovare una sua centralità e diventare attore complessivo del pianeta».

La centralità del Mediterraneo

Il presidente della Fondazione Med-Or ha poi ricordato il ruolo cruciale del mar Mediterraneo per gli equilibri globali. «Il Mediterraneo – ha osservato Minniti – è ritornato prepotentemente al centro dell’agenda del pianeta. L’Alleanza Atlantica non può non pensare a questo nuovo scenario».

Proprio nel Mare nostrum, infatti, secondo l’ex ministro dell’Interno, si gioca una serie di partite decisive. La prima riguarda gli squilibri demografici: «L’Europa è tecnicamente in recessione demografica, mentre l’Africa cresce tumultuosamente. Tutto questo va governato. È necessario costruire un grande patto tra Europa e Africa per dare vita a canali migratori legali e contrastare i trafficanti di esseri umani. Non possiamo più muoverci come se le migrazioni fossero un’emergenza: dobbiamo considerarle un dato strutturale della vita del nostro pianeta».

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