Sui mini pacchi extra Ue spazio al cumulo tra il dazio europeo da 3 euro, già attivo dal 1° luglio, e la tassa italiana di 2 euro, prevista invece a partire dal 1° ottobre. A precisarlo è stato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in risposta a un question time alla Camera presentato da Forza Italia (prima firmataria Deborah Bergamini).
Il cumulo
La tassa nazionale sui pacchi fino a 150 euro provenienti dalla Cina e dagli altri Paesi extra Ue è stata «più volte prorogata fino al 1° ottobre 2026». A partire da tale data, «qualora il contributo di 2 euro dovesse avere applicazione, lo stesso si cumulerà al dazio introdotto dal regolamento Ue 2026/382», ha sottolineato il ministro.
Dazio e mini tassa misure diverse
Come spiegato da Giorgetti, si tratta infatti di «due misure diverse» in quanto «l’applicazione del dazio forfettario di 3 euro per le spedizioni di valore fino a 150 euro è finalizzata a governare temporaneamente la pretesa impositiva una volta eliminata l’esenzione daziaria, ritenuta non più giustificata nel contesto della crescita esponenziale del commercio elettronico e dell’invio di spedizioni di modico valore». Il contributo di gestione introdotto dalla norma nazionale «serve invece a compensare gli oneri amministrativi che le autorità doganali devono sostenere in relazione allo sdoganamento e al controllo delle piccole spedizioni».
La distribuzione degli introiti del dazio Ue
Il dazio Ue di 3 euro costituisce risorsa propria di natura doganale e «gli introiti del contributo dovrebbero essere distribuiti tra bilancio Ue e bilanci degli Stati membri nella stessa misura della risorsa propria doganale (75%/25%), salva diversa decisione che dovesse essere adottata nell’ambito del quadro finanziario pluriennale 2028-2034».
Ricordiamo che il contributo in vigore da inizio mese si applica per ogni tipologia di prodotto. Un ordine che include, ad esempio, sia un cappello sia un maglione comporterà un dazio da 6 euro (3+3).











