Milano prova a occupare uno spazio preciso nella nuova mappa della competizione globale: quello delle tecnologie strategiche. Dal quantum computing all’intelligenza artificiale, passando per il supercalcolo e la cybersicurezza, il capoluogo lombardo punta a diventare un punto di incontro stabile tra ricerca scientifica, industria e istituzioni europee.
È questa l’ambizione che accompagnerà il World Tech Conference 2026, in programma dal 24 al 27 giugno all’Allianz MiCo e promosso da Micromegas Comunicazione. Un appuntamento che, più che una conferenza tradizionale, si propone come una piattaforma di confronto su una domanda destinata a segnare il prossimo decennio: come può l’Europa mantenere un ruolo autonomo nella corsa globale alle tecnologie che determineranno la crescita economica, la produttività e perfino gli equilibri geopolitici?
Sul tavolo finiranno i dossier che stanno ridisegnando il rapporto di forza fra le principali economie mondiali: quantum computing, High Performance Computing, intelligenza artificiale, cybersecurity, energia, blockchain, salute, finanza, pubblica amministrazione e sovranità tecnologica.
La giornata inaugurale del 24 giugno, significativamente intitolata “The World is Changing – Legitimacy, Vision, Paradigm Shift”, sarà dedicata alle nuove geografie del potere tecnologico e al rapporto, sempre più delicato, tra innovazione, regolazione e competitività. Fra i protagonisti figurano alcuni dei principali esponenti della comunità scientifica internazionale, a partire dai premi Nobel Giorgio Parisi e Alain Connes, insieme a Luciano Maiani, Thibault Damour, Michele Parrinello, Gian Francesco Giudice, Alan Baratz e Viatcheslav Mukhanov.
Ma la posta in gioco riguarda anche la capacità dell’Europa di costruire una propria infrastruttura tecnologica in un momento in cui la dipendenza da Stati Uniti e Cina rischia di diventare un fattore strutturale di debolezza.

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