Sono «circa 10mila» i milanesi che si sono recati ai 38 gazebo allestiti dalla Lega in città per far indicare dai militanti una proposta di candidato sindaco e delle priorità in vista delle prossime elezioni comunali del 2027 nel capoluogo lombardo. Lo comunica la Lega in una nota, parlando di «grande partecipazione».
Una partecipazione, si legge, che «supera le aspettative» degli organizzatori, che esprimono «soddisfazione per l’ampia adesione registrata, nonostante le elevate temperature di questi giorni, da parte non solo di elettori leghisti, ma del centrodestra in generale». I risultati delle primarie, conclude la Lega, saranno resi noti nella mattinata di lunedì 22 giugno.
Salvini: mi piacerebbe Sardone candidata sindaco
A margine dei gazebo della Lega il leader del partito e vicepremier Matteo Salvini lancia una la sua indicazione: «Un candidato sindaco che mi piacerebbe si chiama Silvia Sardone. Arrivati i risultati domani mattina li offriamo al centrodestra sperando che entro l’estate ci sia il nome. La Lega non imporrà nessuno, ma riteniamo di avere donne e uomini e idee da offrire».
L’ipotesi primarie di coalizione
Secondo Salvini «Sardone conosce Milano e ama Milano – ha spiegato Salvini – non mi interessa il titolo “La Lega vuole il sindaco”. Majorino? È assolutamente battibile. Non so come sceglieranno il candidato a sinistra, ma non ho paura. L’unica cosa che temo sono i tempi lunghi del centrodestra come l’ultima volta perché quando arrivi a offrire il candidato sindaco a poche settimane dalle elezioni, è chiaro che i milanesi non ci stanno». Il segretario del Carroccio infine ha rilanciato le primarie di coalizione: «Se vogliamo scegliere il sindaco di centrodestra che manderà a casa il Pd e farà dimenticare il poco e nulla di sala ai gazebo, perché no?».
Sardone: pronta a correre se facciamo primarie di coalizione per Milano
Un’ipotesi – quella delle primarie di coalizione – rilanciata anche dalla stessa Sardone: «Ci vorrebbero le primarie di coalizione. Se le facciamo e ovviamente il mio partito è d’accordo, io corro. Vediamo se gli altri ci stanno. Altrimenti decideranno i leader, la mia opinione conta poco».
