Storie Web martedì, Settembre 29

Un nuovo nome, che rafforza il legame storico con la città di Milano; una nuova direttrice artistica, Cloe Piccoli; una nuova visione che, pur in continuità con le 30 edizioni precedenti, rafforza il posizionamento della manifestazione come piattaforma internazionale in grado di far incontrare l’arte e il mercato e di generare valore economico, culturale e relazionale per il territorio, oltre che per gli espositori.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

MiArt, la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea organizzata da Fiera Milano, diventa MiArt Milano e annuncia per la 31esima edizione (dal 9 all’11 aprile del 2027) moltissime novità, non solo nel format ma anche nell’identità, che punta a consolidare il legame strutturale con la città e la sua dimensione internazionale.

Dove arte, innovazione finanza convergono

Milano non è infatti soltanto la sede della manifestazione, ma un asset strategico fondamentale per il suo sviluppo, come spiega la nuova direttrice: è una città in cui convergono arte, design, moda, finanza, editoria e innovazione. Un luogo capace di attrarre capitali economici e creativi e di offrire un contesto fertile per la costruzione di nuove relazioni.

In questo scenario, Miart Milano non si esaurisce nei quattro giorni della fiera ma «lavora tutto l’anno», precisa Cloe Piccoli, precisando che il nuovo progetto ha una proiezione triennale, ovvero l’evoluzione della fiera avverrà progressivamente, per concludersi nel 2029 e poi, chissà, magari ricominciare a cambiare, dato che il ruolo delle fiere è quello di ascoltare le esigenze e la domanda del mercato e offrire risposte.

Miart Milano sarà dunque una piattaforma attiva durante tutto l’anno, attraverso progetti e collaborazioni con artisti, gallerie, istituzioni pubbliche e private, fondazioni, collezionisti e imprese.

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