Storie Web martedì, Settembre 15

Per Rai, Sky e Mediaset la pressione aumenta. I tre gruppi restano il cuore del mercato italiano, ma la loro quota sui ricavi del campione Mediobanca è scesa dal 68% del 2022 al 63% del 2024 ed è attesa ancora in calo nel 2025. Intanto avanzano operatori nati sullo streaming e aggregatori come Prime Video, SkyQ, Timvision, Dazn. Rai resta il primo operatore per fatturato, davanti a Sky e Mediaset, ma il confronto europeo restituisce anche un altro dato: il servizio pubblico italiano ha dimensioni più contenute rispetto ai principali omologhi continentali, con 2,8 miliardi di ricavi contro i 9,8 miliardi della Germania, i 7,9 del Regno Unito e i 4,4 della Francia.

Sul tavolo resta anche il canone. In Italia vale 90 euro l’anno, il livello più basso tra i maggiori Paesi europei: 25 centesimi al giorno per abbonato contro una media di 34 centesimi. Il punto non è soltanto quanto costa la Rai, ma con quali risorse possa competere in un mercato dove il televisore perde centralità come apparecchio e la fruizione si sposta su smartphone, app e Connected Tv.

Quello dell’Area Studio di Mediobanca è comunque uno studio che va bel oltre i confini nazionali. Secondo l’indagine nel 2025 il fatturato aggregato dei 25 principali gruppi internazionali privati del settore Media & Entertainment ha raggiunto 362,8 miliardi: +2,8% sul 2024 e +6,8% rispetto al 2022. L’84% dei ricavi continua a fare capo agli operatori statunitensi: dei 25 maggiori player privati mondiali, undici hanno sede negli Usa (guidati da Comcast con 99,6 miliardi), dieci in Europa (primo è il gruppo Canal+ con 8,1 miliardi) e uno rispettivamente in Arabia Saudita (Mbc), Brasile Globo), Giappone (Sony con 8,7 miliardi) e India (JioStar).

Lo streaming si conferma il principale motore di crescita del settore. I ricavi da abbonamenti video on demand rappresentano il 22,2% del giro d’affari complessivo e registrano l’incremento più sostenuto tra le principali linee di business (+13,4% sul 2024). In contrazione risultano invece pubblicità (-4,1%), pay TV tradizionale (-2,5%) e produzione e distribuzione di contenuti (-2,1%).

Continua la crescita della base utenti delle piattaforme streaming (+6,1% sul 31 dicembre 2024), anche se a ritmi inferiori rispetto agli anni precedenti. A Netflix la leadership globale, con oltre 300 milioni di abbonati, pari al 27,7% del mercato Svod (video on demand in abbonamento) mondiale. Seguono Amazon Prime Video, con oltre 200 milioni di utenti e Disney, che con Disney+ e Hulu supera i 196 milioni di sottoscrittori.

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