Storie Web venerdì, Ottobre 16

Era stato un mese fortemente positivo per i mercati extra-Ue, lo è in misura più limitata rispetto all’Europa. I numeri definitivi dell’export italiano di agosto segnalano una crescita complessiva del 9%, esito di un +16,7% ectra -Ue e di un più modesto +1,6% in Europa. Il che permette comunque di arrotondare il bilancio dall’inizio dell’anno, che raggiunge i 443 miliardi, in crescita del 5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

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Numeri macro che se letti in modo più analitico offrono tuttavia un quadro meno entusiasmante. C’è intanto in otto mesi un progresso legato soprattutto ai valori unitari (+4,5%), mentre i volumi sono praticamente fermi. Ma decisivo per la crescita è il balzo anomalo dell’export di oro verso la Svizzera, che non a caso è di gran lunga il miglior mercato di sbocco del made in Italy in termini di tasso di crescita. Oro, in gran parte in lingotti, proveniente in particolare dal distretto di Arezzo (che non a caso è la provincia italiana con il miglior tasso di crescita dell’export, +8 miliardi, cioè + 75% nel primo semestre) che produce per la categoria metalli a livello nazionale un balzo di quasi 12 miliardi di euro. Per i metalli preziosi (dati disponibili fino a giugno, poco al di sotto dei 20 miliardi), è un quasi raddoppio, con nove miliardi in più rispetto al primo semestre del 2025.

Verso la Svizzera i metalli di base ad agosto sono più che raddoppiati mentre dall’inizio dell’anno il valore è triplicato a quota 13 miliardi di euro. La Svizzera, in generale, vede nei primi otto mese dell’anno crescere del 41% gli acquisti di Made in Italy.

Così come importante, per i numeri delle nostre vendite estere, resta il settore farmaceutico, forte in senso generale ma spinto da un paio d’anni verso l’alto dalle produzioni anti-obesità (e anti-diabete) ad altissimo valore unitario dello stabilimento Eli Lilly di Sesto Fiorentino: tra il primo semestre 2023 e il primo semestre 2026 i valori di export dei farmaci da Firenze sono triplicati a nove miliardi di euro.

Così, se si guarda alla performance dei singoli settori economici, nei primi otto mesi dell’anno il bilancio al di fuori dei metalli è di molto ridimensionato: quasi al palo per macchinari e alimentare, in rosso per il tessile-abbigliamento e i mobili, avanti-adagio altrove, con qualche punto di ripresa per chimica e farmaceutica. Il settore più tonico è quello delle auto, in progresso a doppia cifra, comparto che però si confronta con un 2025 chiuso in calo di quasi sette punti.

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