L’intelligenza artificiale è già realtà nell’attività clinica di tutti i giorni a esempio è ampiamente utilizzata nelle apparecchiature di diagnostica come risonanze e tac di ultima generazione affiancando e aiutando i camici bianchi a leggere meglio i risultati degli esami. Ma finora non aveva preso ancora il posto dei medici come invece sta cominciando a fare nello stato dello Utah negli Stati Uniti o a El Salvador dove addirittura l’intelligenza artificiale oltre a prescrivere medicinali ai pazienti può fornire delle prime consulenze mediche. Attenzione, in questi due maxi sperimentazione l’Ai non ha abolito la figura dei medici, ma sono però allo stesso tempo due esperimenti che aprono la porta ad un mondo ancora inesplorato che può da una parte velocizzare e semplificare la vita ai pazienti, ma dall’altro allentare il rapporto tra medico e paziente già oggi molto sfilacciato.

Il progetto nello Utah: l’IA prescrive farmaci

La sperimentazione nello Stato dello Utah è partita a gennaio scorso, la prima di questo genere, e durerà per un anno e nasce da una collaborazione con un’azienda la Doctronic che ha rilasciato uno strumento basato appunto sull’intelligenza artificiale che prevede appunto la possibilità di fare prescrizioni farmaceutiche senza il coinvolgimento dei medici. Il software per ora è stato programmato soltanto per rinnovare ricette di medicinali che i pazienti assumono periodicamente per patologie già diagnosticate e riguarda in particolare meno di 200 farmaci inclusi corticosteroidi, statine, antidepressivi, ormoni e anticoagulanti. Per ora sono escluse le ricette relative a oppioidi, farmaci iniettabili e terapie per l’Adhd. La sperimentazione è stata anche al centro nei giorni scorsi di un articolo su Jama che ha cercato di metterne in fila i benefici come la riduzione degli errori – lo strumento ha mostrato una accuratezza superiore al 99% – e una maggiore accesso alle cure, ma anche rischi come l’opacità algoritmica e soprattutto indebolimento del rapporto medico-paziente.

L’accordo di Google con El Salvador

Nei giorni scorsi il presidente di El Salvador, Nayib Bukele, ha annunciato che affiderà gran parte della gestione del sistema sanitario pubblico all’intelligenza artificiale di Google. In un discorso radiofonico e televisivo nazionale, il leader conservatore ha spiegato che i suoi connazionali avranno accesso all’applicazione mobile chiamata Doctorsvapp, dove sarà possibile, tra le altre novità, ottenere una prima consulenza e ordinare esami di laboratorio, ma anche monitorare il trattamento dei pazienti affetti da malattie croniche come diabete, ipertensione e colesterolo alto. Si tratta della seconda fase del programma per smartphone lanciato nel novembre 2025 e supportato dall’IA Gemini di Google. “Sono molto emozionato, perché stiamo creando il miglior sistema sanitario al mondo”, ha dichiarato Bukele durante l’evento trasmesso anche sui social. L’annuncio è stato dato insieme a Guy Nae, direttore di Google Cloud per il Settore pubblico in America Latina, e agli specialisti Edgardo Von Euw e Stella Aslibekyan. “Lo spirito di questo programma è che nessun salvadoregno affetto da una malattia cronica debba rinunciare alle cure”, ha detto Euw.

In Italia l’IA entra negli studi dei medici

E in Italia? Con i fondi del Pnrr è stato finanziato un progetto che ha creato una piattaforma per i medici di famiglia interrogabile dal pc – anche sotto forma di app – mediante un’interfaccia conversazionale di semplice utilizzo che prevede una architettura tecnologica basata sull’intelligenza artificiale. Il medico potrà fare domande a “Mia” la quale a sua volta attingerà da una base di conoscenze “validate e certificate”: si tratta di fonti informative e documenti ufficiali come linee guida, protocolli, normative, letteratura scientifica, percorsi diagnostico terapeutico assistenziali, nomenclatori, ecc. Il progetto partito da poco prevede una implementazione progressiva da parte dei primo 1500 medici di famiglia sperimentatori dei tre casi. Durante quest’anno si prevede anche l’implementazione di un piano di formazione per abilitare i medici all’utilizzo dello strumento e a incrementare le proprie conoscenze sull’intelligenza artificiale. Infine l’ultima fase prevista è quella di gestione e manutenzione della Piattaforma, a partire da gennaio 2027, che prevede una progressiva estensione agli altri medici di famiglia che lavorano per il Ssn: dopo i primi 1500 sarà esteso ad altri 3mila camici bianchi nel 2027, poi altri 7500 e infine altri 15mila.

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