Secondo gli Osservatori, l’Europa può puntare alla leadership europea in applicazioni Ai verticali nei settori strategici e differenziarsi nella Trustworthy AI nelle applicazioni regolamentate, ma deve superare la dipendenza da modelli extra-EU e le barriere di ingresso a startup e PMI rappresentati dai vincoli stringenti dall’AI Act.
Maturità digitale delle imprese italiane
Secondo gli Osservatori Digital Innovation, le grandi imprese italiane hanno fatto progressi nella digitalizzazione dei processi, nel data-driven e nella cybersecurity, mentre le PMI restano indietro.
Soluzioni di base per pianificazione e produzione sono diffuse, ma integrazione e automazione avanzata sono limitate. CRM e marketing automation sono usati dalla maggior parte delle grandi aziende, mentre piattaforme più complesse e personalizzazione restano poco diffuse.
Nelle relazioni digitali, quasi tutte le grandi imprese inviano fatture online, ma ordini, DDT e e-shop sono meno diffusi; le PMI mostrano ulteriori gap. Sul fronte data-driven, solo una minoranza ha strategie formalizzate; sulla cybersecurity, gli attacchi restano frequenti e la protezione avanzata è adottata solo da poche aziende. Gli investimenti riflettono queste priorità: la Cybersecurity guida le scelte (65% grandi aziende, 45% PMI), mentre AI e gestione dati interessano soprattutto le grandi aziende, e le PMI puntano su Industry 4.0 e Cloud.
Maurizio Molinari, Capo dell’Ufficio per Parlamento europeo a Milano, ha sottolineato che “l’AI Act, il Digital Services Act e il Digital Markets Act dimostrano quanto l’UE possa trasformare la digitalizzazione in opportunità reale per cittadini e imprese, in un contesto di guerra ibrida e stravolgimenti globali».




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