Storie Web lunedì, Aprile 20

L’incertezza intorno alla situazione nello stretto di Hormuz pesa sui mercati azionari europei, che chiudono in rosso. I mercati prendono atto della nuova chiusura dello Stretto di Hormuz. Milano, che veniva dal massimo dall’anno 2000 di venerdì, scende dell’1,36% anche a causa dell’effetto tecnico della distribuzione dei dividendi da parte di 8 società del Ftse Mib. Negative anche le altre Borse europee: perdono oltre 1 punto percentuale Francoforte e Parigi, lo 0,61% Londra. Sostenuta dai titoli energetici, che salgono anche a Piazza Affari, spinti dalla ripartenza del prezzo del petrolio. Pesanti invece le banche e in particolare Unicredit, che perde quasi il 3%  nel giorno della call con gli analisti per fare il punto su Commerzbank. Colloquio in cui l’amministratore delegato Andrea Orcel ha detto che la banca tedesca , sulla quale è stata lanciata un’offerta pubblica di scambio, senza Unicredit “non è adeguatamente preparata ad affrontare le sfide future”. Ha poi detto che potrebbe considerare “una revisione dei termini dell’offerta”, criticati dai vertici di Commerzbank, ma “solo a valle di un confronto serio e dettagliato”, stimando un utile complessivo di 21 miliardi in caso di fusione.

Giù anche Wall Street: poco sotto la parità il Dow Jones, calo di oltre mezzo punto percentuale per il Nasdaq. 

Mentre il petrolio risale: +5% per il Brent, scambiato intorno ai 95 dollari al barile. Gas alla Borsa di Amsterdam sopra i 40 euro al megawattora.

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