L’iniziativa del legislatore solleva però alcuni dubbi sui contenuti ibridi, prodotti dalla collaborazione tra uomo e macchina. Alcuni osservatori sottolineano infatti che il tema non dovrebbe essere tanto «come è stato generato un contenuto», quanto «che cosa è stato generato». E se, a questo proposito, «la confusione rimane grande sotto il cielo», per parafrasare Mao, «la situazione è eccellente» per i tool che puntano invece a umanizzare la scrittura generata dall’AI.
Parliamo degli AI humanizer, una categoria di tool a pagamento cresciuta rapidamente negli ultimi anni. Il loro scopo è prendere un testo prodotto da un modello linguistico e riscriverlo, riducendone la prevedibilità sintattica e introducendo imperfezioni, variazioni di ritmo e scelte lessicali che dovrebbero renderlo più simile a una scrittura umana. Molti di questi servizi dichiarano apertamente anche un secondo obiettivo: ridurre la probabilità che il testo venga riconosciuto dai sistemi di rilevazione dell’AI. Persino GPTZero, nato come detector, ha aggiunto funzioni per riscrivere e «umanizzare» i contenuti, trasformando il proprio posizionamento da semplice strumento di rilevazione a piattaforma per l’analisi e la revisione dei testi.
Online se ne contano ormai più di un centinaio e stabilire quali siano davvero i più efficaci non è semplice. Alcuni recenti test di settore, tra cui il 2026 AI Humanizer Benchmark e le analisi indipendenti di piattaforme come HumanizeKit e PaperBleach, hanno provato a mettere a confronto questi strumenti sottoponendoli a stress test su testi complessi. La valutazione si concentra soprattutto su tre parametri: il Bypass Rate, cioè la percentuale di volte in cui il testo riscritto riesce a non essere classificato come generato dall’AI; la Meaning Preservation, che misura quanto bene il sistema riesca a intervenire sulla forma senza modificare dati, citazioni o logica del discorso; e il Controllo del Registro, ovvero la capacità di adattare la riscrittura al contesto, mantenendo un tono accademico, tecnico o narrativo a seconda delle necessità.
Tra gli strumenti che emergono più spesso nei test ci sono Rytr Pro, frequentemente ai vertici delle classifiche indipendenti; Walter Writes, che riunisce in un’unica piattaforma diversi sistemi di rilevazione, tra cui GPTZero, ZeroGPT, Turnitin, Originality e Copyleaks, e offre differenti modalità di tono; e Undetectable.ai, uno dei servizi più diffusi, che consente di impostare il livello di leggibilità del testo finale e mostra un punteggio di rilevamento «prima e dopo».