Storie Web domenica, Agosto 30

Trenta aziende in 13 anni. È il numero delle società che ha fatto il salto dal listino Egm, dedicato alle piccole e medie imprese, verso quello principale, l’Euronext Milan. Sono le protagoniste del translisting (o uplisting, sono sinonimi), ovvero la promozione all’esame di maturità di Borsa che consente di andare a un livello superiore di mercato e di aumentare le dimensioni, la liquidità e di entrare negli indici poi replicati dagli investitori passivi (Etf).

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

PASSAGGIO DAL LISTINO EGM A QUELLO PRINCIPALE (EURONEXT MILAN)

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Le aziende

Per il calcolo si parte dal 2013, quando l’allora segmento Aim (oggi Egm) venne fuso con il Mac, il mercato alternativo del capitale, altro listino per le Pmi. La prima azienda a spiccare il volo verso la piazza principale fu Sesa, il 22 ottobre del 2013, società con sede a Empoli attiva nel settore dell’innovazione tecnologica e servizi digitali. L’ultima invece a realizzare il passaggio è stata Kruso Kapital, il 22 giugno scorso: l’azienda è specializzata nella concessione di prestiti su pegno a privati.

La più nota è la lombarda Technoprobe che produce e commercializza strumenti per l’esecuzione di test sui microchip: capitalizza circa 20 miliardi di euro, quasi due terzi delle 30 aziende che hanno fatto il passaggio, e sta per entrare nell’indice delle blue chip di Piazza Affari, il Ftse Mib; ha realizzato il translisting nel maggio di tre anni fa. Da ricordare infine che in questi 13 anni, 7 delle aziende protagoniste del passaggio al listino principale sono state delistate: Piteco, Alkemy, Sicit, Salcef, Antares Vision, Net Insurance e Digital Value; OPS eCom (ex Giglio Group) è stata invece sospesa.

Un biennio con pochi passaggi

Il grosso dei trasferimenti è avvenuto nel periodo 2018-2023. L’ultimo biennio è stato invece un po’ avaro come segnalato anche nell’ultima relazione Consob (uno solo). «A mio avviso, in futuro ci saranno più passaggi al listino principale e a stimolarli sarà la normativa europea del “Listing Act” che prevede un prospetto semplificato rispetto al passato – dichiara Barbara Lunghi, responsabile dei mercati primari azionari di Borsa Italiana (gruppo Euronext) –.Prima di questo provvedimento, infatti, le aziende dell’Egm dovevano pubblicare per l’uplisting un prospetto informativo identico alle società di nuova quotazione. Adesso invece vi è un accesso semplificato. Kruso Kapital, l’ultima azienda dell’Egm passata all’Euronext Milan, ha già usufruito delle nuove norme. E penso che alcune aziende abbiano rimandato il trasferimento in attesa dell’entrata in vigore del “Listing Act”». E aggiunge: «L’Egm può essere definito un incubatore per le aziende che hanno scelto un approccio graduale alla quotazione. È una sorta di palestra, soprattutto per le Pmi, che vogliono crescere. Inoltre, rispetto al listino principale, i tempi per la quotazione sono più brevi, dai 4 ai 6 mesi».

Crescita non automatica

Le piccole aziende si “allenano” dunque nell’Egm prima di fare il grande passo. La crescita però non è un effetto automatico. «Il maggiore flottante richiesto sull’Euronext Milan, l’ampliamento della platea degli investitori e una maggiore visibilità possono favorire volumi più elevati e una formazione del prezzo più efficiente – fanno sapere dall’equity research di Integrae Sim –. Non si tratta tuttavia di un effetto automatico: liquidità e qualità degli scambi continuano a dipendere da dimensione dell’emittente, interesse degli investitori, copertura di ricerca e quantità di azioni effettivamente disponibili sul mercato. Il translisting crea quindi condizioni potenzialmente più favorevoli, senza però rappresentare di per sé una garanzia di maggiore liquidità».

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