La quinta legge di bilancio del governo Meloni, del valore di partenza pari a 23,5 miliardi di euro, si appresta ad approdare sul tavolo del Consiglio dei ministri. Il testo arriva al traguardo dopo giorni di intensi negoziati e un complesso lavoro di sintesi condotto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per far quadrare i conti, muovendosi tra la stretta delle risorse disponibili e le innumerevoli richieste avanzate dai partiti di maggioranza.
I capitoli chiave della manovra
Tra le misure che trovano spazio nel provvedimento figurano un pacchetto fiscale mirato a dare risposte concrete ai giovani – tra cui la mini-Irpef per gli under 30 e la flat tax per gli under 35 neoassunti -, un fondo da un miliardo per il pensionamento anticipato (con un probabile rinvio delle modalità attuative), la detassazione delle tredicesime riservata ai redditi bassi e l’estensione dello stop al bollo auto per i van familiari. Sul fronte delle coperture, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha confermato la chiusura dei negoziati con la Commissione europea in merito ai margini di flessibilità legati alla spesa energetica.
Gli ultimi nodi: dal ceto medio al contributo delle banche
Manca ancora all’appello il tassello centrale del taglio dell’Irpef, fortemente sostenuto da Forza Italia e dalla stessa premier Giorgia Meloni per tutelare il ceto medio, con il Mef al lavoro per reperire le risorse necessarie prima del passaggio formale. Resta complessa, inoltre, la partita relativa al contributo richiesto al settore bancario: pur avendo trovato una quadra interna alla maggioranza, la trattativa con gli istituti di credito si conferma tesa, con l’esclusione probabile delle banche di prossimità e l’ampliamento della platea. Superato lo scoglio del Cdm, la manovra passerà all’esame del Parlamento, dove l’iter prenderà il via nelle prossime settimane.











