“Un’umiliazione”, il commento lapidario dei pentastellati, che ricordano i tagli praticati già nell’ultima manovra. “Altro – sottolineano – che misura transitoria, come disse Valditara. Continuano a scendere in piazza studenti, autotrasportatori, agricoltori, lavoratori e Giorgio Meloni risponde mettendo 14 miliardi per armi e difesa, mortificando sanità e scuola pubblica”.
Bocciata senza appello la stretta sulla rivalutazione delle pensioni, una stangata, derubricato a bluff il taglio IRPEF, perché il beneficio viene annotato vale solo per il 2027. La manovra economica è una rapina sociale. Spende 4,6 miliardi di euro per le armi, toglie 14 miliardi di euro ai pensionati in 10 anni, fa il condono ai signori del gioco d’azzardo e dimentica la crisi climatica.
Temi che saranno sul tavolo del primo incontro tra delegati e leader fissato per la settimana entrante dopo la riunione fiume che ieri ha segnato la partenza del campo progressista. Manifesto entro novembre, primaria entro febbraio per non dar vantaggio a Meloni, dice Conte, annunciando gazebo aperti a più candidati e nel programma anche la proposta del reddito di cittadinanza, in mezzo la mobilitazione contro il caro vita. La CGL si è già portata avanti, piazza convocata per il 20 novembre con un titolo contro una manovra che dicono accelerare il declino e l’impoverimento del Paese.












