Storie Web domenica, Maggio 3

Famiglie con un Isee superiore a 20mila euro (quindi sopra il limite di reddito necessario ad accedere alle case popolari), ma che non riescano comunque a sopportare i prezzi del mercato libero. Lavoratori fuori sede ai quali il datore di lavoro paghi l’alloggio. Ma anche stagionali e studenti universitari.

La parte del Piano casa dedicata all’edilizia convenzionata ha già un elenco di destinatari ben preciso, nelle pieghe del provvedimento al quale ha lavorato in prima persona la premier Giorgia Meloni con il contributo del vicepremier Matteo Salvini, del ministro Tommaso Foti e della sottosegretaria al Mef Lucia Albano. I requisiti del decreto, insomma, sono molto definiti, a partire da quelli sulla nazionalità: gli alloggi saranno destinati a cittadini italiani, europei ma anche extra Ue purché dotati come ovvio di permesso di soggiorno per attività lavorativa.

I paletti generali

Gli investimenti in edilizia convenzionata – è utile ricordarlo – sono la terza gamba del piano casa, quella che darà un ruolo centrale ai privati, in linea con le proposte lanciate da Confindustria. Gli interventi dei privati dovranno avere un taglio di dimensione notevole: per accedere alle regole speciali del decreto (con semplificazioni procedurali e urbanistiche), bisognerà superare la soglia di un miliardo di euro di investimenti.

A sorvegliare e facilitare lo svolgimento di questi lavori sarà un commissario. E, per garantire la loro sostenibilità economico-finanziaria, saranno mescolate funzioni differenti, tra edilizia libera e convenzionata: il 70% di questi investimenti, però, dovrà essere dedicato alla locazione e alla vendita, rispettivamente a canone o a prezzo calmierati. Tradotto: bisognerà tenersi al di sotto di almeno il 33% dei livelli di mercato, rilevati dall’Osservatorio Omi dell’agenzia delle Entrate o tramite una convenzione con i diversi Comuni coinvolti nelle operazioni.

I limiti per le famiglie

Ma chi saranno i destinatari dei lavori? Il decreto lo dice in modo molto preciso, in diversi passaggi, anche se rimette a un successivo provvedimento l’indicazione di alcuni paletti di dettaglio. Il target principale sono, ovviamente, le famiglie. In testa alle priorità c’è la realizzazione di «unità abitative destinate ad abitazione principale». Per richiedere questi immobili, bisognerà dimostrare una condizione economica e patrimoniale con Isee superiore ai limiti fissati per l’accesso alle case popolari: in altre parole, bisognerà stare sopra la soglia di 20-22mila euro di reddito familiare.

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